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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2011 August;62(4):253-61

lingua: Inglese

Profilassi di ossificazione eterotopica dopo chirurgia dell’anca: la nostra esperienza con celecoxib e review della letteratura

Cicirello M., Colombero D., Aprato A., Capella M., Governale G., Massè A.

Department of Orthopedics, San Luigi Gonzaga Hospital, Orbassano, Turin, Italy


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Le ossificazioni eterotopiche sono una nota complicanza della chirurgia dell’anca; la loro incidenza varia dallo 0,6% al 90% dopo protesizzazione totale d’anca (PTA) e dal 18% al 90% nelle riduzioni e sintesi delle fratture acetabolari. La patogenesi sembra essere correlata a una combinazione di fattori sistemici e locali, inclusi il danno ai tessuti molli e l’iperincrezione di fattori di crescita morfogenetici dell’osso (BMP). Sebbene l’uso di routine di una profilassi contro le ossificazioni eterotopiche dopo PTA e nel trattamento cruento delle fratture di acetabolo non sia strettamente raccomandato, tale profilassi risulta invece essere essenziale nei pazienti considerati ad alto rischio. Le terapie più utilizzate per la profilassi delle ossificazioni eterotopiche sono gli anti infiammatori non steroidei, tra cui l’indometacina, e la terapia radiante per quanto esse presentino svariate limitazioni. Studi recenti hanno però dimostrato che gli inibitori selettivi della COX-2 possono essere sufficienti nella prevenzione delle ossificazioni e questo ha portato a un crescente interesse nello studio e utilizzo del celecoxib. Abbiamo effettuato uno studio prospettico degli effetti del celecoxib nello sviluppo delle ossificazioni eterotopiche dopo protesizzazione totale d’anca e fissazione interna delle fratture di acetabolo in 32 pazienti; concorde con quanto presente in letteratura abbiamo riportato una frequenza del 16% dopo PTA e dell’11% nelle fratture di acetabolo, con una bassa frequenza di effetti collaterali (3% dei casi). In conclusione, il celecoxib sembra essere una promettente opzione per il futuro nella profilassi di routine delle ossificazioni eterotopiche con soddisfacenti risultati in termini di efficacia e sicurezza se confrontato con i più comunemente usati anti infiammatori non steroidei quali l’indometacina.

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