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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2010 October;61(5):381-92

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La correzione delle deviazioni assiali dell’arto inferiore in età pediatrica e adulta

Moreschini O., Palmesi A., Pelle S., Mazzotta G.

Clinica Ortopedica Policlinico Umberto I, Roma, Italia


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Obiettivo. La conformazione delle ginocchia è una delle caratteristiche fisiche dello scheletro umano soggetta a notevole variabilità individuale. Tradizionalmente si attribuisce all’angolo formato fra l’asse del femore e l’asse della tibia un valore compreso tra 0° e 5°, ma in realtà non esiste un normotipo standardizzato. In soggetti predisposti all’artrosi, importanti deviazioni assiali di ginocchio, soprattutto in varismo possono effettivamente favorire l’insorgenza della malattia in età adulta. Scopo del lavoro è stato l’analisi retrospettiva clinica e radiografica di 25 pazienti trattati per deviazione assiale di ginocchio, in varismo o valgismo, con epifisiodesi con cambre ed osteotomia a cuneo di addizione, ad effetto varizzante o valgizzante, stabilizzata con la placca di Puddu. Tale lavoro vuole, inoltre, sottolineare l’importanza di un trattamento adeguato, tempestivo e diversificato a seconda della fascia d’età, per evitare in futuro l’intervento di protesi (monocompartimentale) di ginocchio.
Metodi. Dei 25 pazienti esaminati, 16 sono stati trattati con osteotomia e 9 sono stati trattati con epifisiodesi con cambre. La popolazione dei 9 pazienti trattati con epifisiodesi con cambre, era costituita da 3 femmine e 6 maschi con età media di 12,5 anni (range 11-14); i pazienti in esame sono stati operati per deviazioni assiali di ginocchio. I pazienti prima di essere indirizzati verso il trattamento chirurgico sono stati valutati mediante esame clinico e radiologico. Le cambre sono state inserite a livello femorale o tibiale a seconda di una deviazione, rispettivamente, in valgismo e varismo. Durante i controlli nei mesi a seguire è stato rilevato un significativo miglioramento dell’asse meccanico dell’arto inferiore. La popolazione trattata mediante osteotomia era formata da 6 donne e 10 uomini con età media di 40 anni (range 14-58); i pazienti in esame sono stati operati sia per dismorfismi che determinavano artrosi monocompartimentale, sia per esiti di fratture. L’osteotomia è stata sempre preceduta dall’artroscopia per il trattamento di eventuali lesioni articolari (debridment meniscale, condroabrasione e/o perforazioni sub condrali, sinoviectomia parziale) e poi si è proceduto all’intervento a cielo aperto. Il follow-up medio è stato di 5 anni, i pazienti sono stati valutati mediante esame clinico, valutazione funzionale e radiografica.
Risultati. In accordo con i risultati ottenuti, per tutti i pazienti è stato riscontrato un significativo miglioramento della sintomatologia dolorosa e delle funzioni del ginocchio; non sono state registrate complicanze né di tipo neurologico né vascolare o fratture. Tutte le osteotomie si sono consolidate e il grado di correzione si è conservato nel tempo, anche se con lievi variazioni. Non sono state registrate complicanze durante il decorso post-operatorio. L’osteotomia tibiale e quella femorale di addizione interna mediante placca di Puddu assieme epifisiodesi con cambre, eseguite in pazienti opportunamente selezionati, sono risultate buone tecniche per correggere l’asse femoro-tibiale e quindi trattare e prevenire (per quanto che riguarda l’epifisiodesi) l’artrosi monocompartimentale di ginocchio.
Conclusioni. L’affidabilità, la riproducibilità, la semplicità della tecnica, assieme alla stabilità dei risultati a medio e lungo termine, propongono l’espifisiodesi come alternativa ai metodi conservativi di correzione, qualora essi non abbiano avuto successo. L’osteotomia di Puddu risulta essere, una valida alternativa alla protesi mono- o tricompartimentale di ginocchio, alla tradizionale osteotomia di sottrazione esterna (Coventry) e a quella dell’emicallotasi.

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