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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2010 June;61(3):165-75

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Incidenti motociclistici e fratture pelviche: epidemiologia e dinamica

Deregibus M., Capella M., Nicodemo A., Matteotti R., Massè A.

1 Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Ortopedia e Traumatologia, Azienda Ospedaliera Universitaria, San Luigi Gonzaga, Orbassano, Torino, Italia; 2 Clinica Ortopedica e Traumatologica, Azienda Ospedaliera C.T.O./Maria Adelaide, Torino, Italia


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Obiettivo. Lo studio ha lo scopo di indagare la dinamica degli incidenti motociclistici e correlarla al tipo di trauma, in particolare pelvico: in letteratura si trovano studi simili per i soli incidenti automobilistici.
Metodi. Sono stati inclusi tutti i pazienti con frattura di bacino o acetabolo, vittime di incidenti motociclistici, trattati chirurgicamente dal 2005 al 2008 presso l’Azienda Ospedaliera C.T.O./Maria Adelaide di Torino e l’Azienda Ospedaliera Universitaria S. Luigi Gonzaga di Orbassano. La popolazione totale è di 53 casi: 29 fratture di bacino e 24 fratture di acetabolo. L’età media è 39 anni (range 14-57), la fascia di età più rappresentata è 30-40 anni. È stato somministrato ad ogni paziente un questionario che indagasse dinamica dell’evento, lesioni riportate, tipo di moto e protezioni utilizzate.
Risultati. Il tipo di impatto più frequente è l’urto frontale. Le fratture di tipo B2 e C sono risultate prevalenti negli impatti laterali, le B1 in quelli frontali. Le moto sportive hanno dimostrato un rischio aumentato di fratture del cingolo pelvico, in particolare di tipo C. Le fratture acetabolari di muro e colonna posteriore sono risultate significativamente aumentate negli scooter, per un probabile meccanismo simile alla “lesione da cruscotto”. Le fratture extrapelviche più frequenti sono risultate quelle di polso o avambraccio negli impatti frontali e quelle di omero e gamba negli impatti laterali. La compliance riguardo l’utilizzo di protezioni come back-protector, pantaloni e stivali è risultata essere complessivamente molto bassa (circa 20%).
Conclusioni. Ulteriori studi sono necessari per trarre conclusioni inconfutabilmente utili ai fini della prevenzione.

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