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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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REVIEW  CONTROVERSIE ATTUALI NELLE PATOLOGIE DELL’ANCA - PARTE II


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2010 April;61(2):145-54

lingua: Inglese

Malattia tromboembolica venosa dopo artroplastica totale di anca

Borris L. C.

Department of Orthopedics, Aarhus University Hospital, Aarhus, Denmark


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Gli eventi tromboembolici venosi (TVP) rappresentano complicanze frequenti dopo artroplastica totale di anca (THA). Al fine di prevenire questi eventi, vi è un generale accordo tra i chirurghi ortopedici sulla necessità di impiegare una forma di profilassi anti-tromboembolica in ospedale dopo intervento di THA. Tuttavia, esistono barriere alla prescrizione della profilassi dopo la dimissione dall’ospedale per problematiche relative all’aderenza del paziente, al rischio di sanguinamento, ad eventi avversi e al monitoraggio ambulatoriale. Questo scetticismo si basa sui limiti degli attuali metodi di profilassi. Nuovi approcci di trattamento sono stati, pertanto, ricercati per diversi anni, al fine di fornire ai chirurghi ed ai pazienti maggiori incentivi a rispettare le linee guida sulla profilassi e a fornire un’adeguata profilassi dopo la dimissione, quando necessario. Due nuovi farmaci somministrati per via orale con diversi obiettivi nel sistema coagulativo sono stati recentemente lanciati sul mercato in Europa e in Canada: il dabigatran etexilato, un diretto inibitore della trombina, e il rivaroxaban, un diretto inibitore del Fattore Xa. Entrambi possono essere somministrati per via orale ad una dose fissa, hanno una rapida insorgenza d’azione, sono ben tollerati e non necessitano di un regolare monitoraggio. Entrambi i farmaci sono stati sottoposti a test clinici in pazienti sottoposti a THA in diversi trials controllati, randomizzati, ben disegnati di fase III, con enoxaparina (un eparina a basso peso molecolare) nel braccio controllo. Questi trials hanno dimostrato, rispetto all’enoxaparina, una non-inferiorità in termini di efficacia ed una sicurezza sovrapponibile del dabigatran etexilato, e una superiorità del rivaroxaban, senza un significativo incremento del tasso di sanguinamento maggiore nella prevenzione della TVP.

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