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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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REVIEW  CONTROVERSIE ATTUALI NELLE PATOLOGIE DELL’ANCA - PARTE II


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2010 April;61(2):123-33

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Trattamento dell’infezione dell’artroplastica totale di anca

Fink B.

Department of Joint Replacement, General and Rheumatic Orthopedics, Orthopedic Clinic Markgröningen gGmbH Markgröningen, Germany


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L’infezione periprotesica dell’anca è una complicanza infrequente, tuttavia seria. Si possono distinguere le infezioni periprotesiche precoci (entro quattro settimane dall’impianto) e quelle tardive. Nel caso delle infezioni precoci, lo sbrigliamento radicale, il lavaggio e la sostituzione dell’inlay e della testa rappresentano il trattamento di scelta. Nelle infezioni tardive, tutte le componenti estranee devono essere rimosse. Sono stati messi a punto numerosi concetti relativi al trattamento. Una revisione in due tempi con l’applicazione temporanea di uno spaziatore in cemento impregnato di antibiotico e una protesi cementata sembrerebbe essere la procedura di scelta, sebbene in tempi recenti vi sarebbe un trend verso gli impianti senza cemento e un più breve periodo di terapia antibiotica. A causa delle differenze esistenti nelle procedure, non solo tra studi diversi, ma anche all’interno di uno stesso studio, non è possibile stabilire quanto debba durare il periodo di terapia antibiotica e per quanto tempo debba essere posizionato lo spaziatore. Il fatto che tassi di successo paragonabili possano essere ottenuti con differenti regimi di trattamento enfatizza l’importanza della rimozione chirurgica di tutte le componenti estranee e dell’asportazione radicale di tutti i tessuti infetti ed ischemici e sottolinea il contributo di queste procedure fondamentali per un successo terapeutico delle infezioni periprotesiche tardive.

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