Home > Riviste > Minerva Ortopedica e Traumatologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2010 Febbraio;61(1) > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2010 Febbraio;61(1):11-9

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2010 Febbraio;61(1):11-9

lingua: Italiano

Il trattamento chirurgico delle fratture instabili del sacro: studio di 48 casi

Capella M., Deregibus M., Nicodemo A., Valente A., Massè A.

Struttura Complessa Dipartimento Universitario di Ortopedia e Traumatologia, Azienda Ospedaliera Universitaria
San Luigi Gonzaga, Orbassano, Torino, Italia


PDF  


Obiettivo. Scopo di questo studio è la valutazione dell’efficacia di diversi tipi di trattamento delle fratture sacrali, attraverso un’analisi delle caratteristiche della frattura, della tecnica di riduzione e di sintesi, dei risultati ottenuti e delle eventuali complicanze.
Metodi. Questo studio retrospettivo comprende 48 pazienti con frattura sacrale instabile trattata chirurgicamente tra il 2002 e il 2009 presso l’AO C.T.O./ Maria Adelaide di Torino e l’AOU S. Luigi Gonzaga di Orbassano, con età media di 38,77 anni (range 18-63). Per ciascun paziente è stata annotata la scomposizione iniziale, postoperatoria e a medio termine (follow-up minimo: 3 mesi), il tipo di riduzione e i mezzi di sintesi utilizzati.
Risultati. La scomposizione iniziale e postoperatoria sono risultate fortemente associate; la riduzione è risultata eccellente-buona nel 55% e scarsa nel 10% circa dei casi. La lunghezza delle viti sacro-iliache, mezzo di sintesi più utilizzato, per le quali abbiamo concepito uno specifico score radiografico, ha dimostrato una significativa relazione con l’instabilità della frattura. L’utilizzo di placche da sinfisi ha dimostrato il maggior numero di complicanze post-operatorie a breve termine, seppur di scarsa gravità. Non si sono registrati casi di scomposizione secondaria.
Conclusioni. A causa della relativa rarità delle fratture del sacro, la scelta del trattamento ottimale risulta spesso difficoltoso per il traumatologo. Sono disponibili, in letteratura, scarse indicazioni basate su evidenze scientifiche: sono necessari ulteriori studi allargati per una valutazione attendibile dell’efficacia dei diversi tipi di sintesi a lungo termine.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail