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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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  ORTHOPEDIC TRAUMA UPDATE PARTE II


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2009 December;60(6):555-70

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Aspetti biomeccanici e clinici della dislocazione totale di anca

Ellenrieder M., Zietz C., Kluess D., Mittelmeier W.,

Department of Orthopaedics, University of Rostock, Rostock, Germany


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La dislocazione recidivante rappresenta la seconda causa di revisione dopo intervento chirurgico di sostituzione totale di anca (THR). La probabilità di dislocazione varia dal 2% al 5% dopo THR primario e aumenta ulteriormente a seguito di intervento di revisione o di chirurgia per patologia neoplastica, in cui sono riportati tassi fino al 20%. A causa del possibile danno agli impianti e a carico dei tessuti molli, la dislocazione dell’articolazione dell’anca artificiale deve essere considerata una complicanza seria. La riduzione al minimo il rischio di dislocazione dopo THR è stata auspicata per ragioni cliniche, sociali ed economiche. La prevenzione della dislocazione implica la conoscenza dei comuni fattori di rischio, tra cui un insufficiente tessuto pseudo-capsulare, la debolezza muscolare e il mal posizionamento dei componenti da impiantare. L’impingement recidivante del collo protesico sulla coppa acetabolare può indurre il deterioramento della coppa, l’eccessivo consumo di “liners” in polietilene e la frattura fragile di componenti in ceramica con collasso del materiale. Diversi studi sono stati condotti per valutare la stabilità della dislocazione di diversi disegni e orientamenti dell’impianto. Il nostro gruppo di ricerca ha ideato un sistema sperimentale per analizzare il range di movimento di THR fino all’impingement e alla dislocazione, come pure i momenti resistenti durante la sublussazione. Inoltre, gli Autori hanno condotto studi sul range di movimento basati su computer e hanno sviluppato un modello ad elementi finiti (EF) tri-dimensionale in grado di predire la stabilità della dislocazione di diversi disegni della testa, collo e “liners” protesici. L’obiettivo di prevenire la dislocazione di THR richiede un adeguato disegno ed un corretto posizionamento dei componenti. Questa strategia prevede, tra l’altro, un monitoraggio intraoperatorio dei ROM e la stabilità dell’articolazione dell’anca artificiale, come pure un’adeguata gestione postoperatoria.

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