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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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  ORTHOPEDIC TRAUMA UPDATE PART I


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2009 October;60(5):391-402

lingua: Inglese

Fratture acetabolari: quando operare?

Ebraheim N. A., Alla S. R., Ramineni S. K., Hanson A. P., Biyani S.

Department of Orthopedics, University of Toledo Medical Center, Toledo, OH, US,


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Le fratture di acetabolo sono fratture particolarmente impegnative per i chirurghi ortopedici. L’ortopedico medio non avrà mai un’esperienza sufficientemente ampia riguardo a queste fratture, che sono relativamente rare. Le fratture acetabolari sono difficili da comprendere e trattare in modo soddisfacente. L’incongruenza e l’instabilità di questa articolazione di carico dovrebbero essere idealmente trattate con una riduzione anatomica e una mobilizzazione precoce, per prevenire l’artrosi secondaria e recuperare la funzionalità articolare. Nonostante il consenso generale nell’accettare alcuni principi di trattamento come la riduzione anatomica, la fissazione stabile e la mobilizzazione precoce, alcuni fattori come la comminuzione e l’insorgenza di complicanze determinano tuttora un’incidenza di risultati non ottimali del 20% circa. La congruenza articolare può essere conseguita e mantenuta a cielo chiuso, nel qual caso i risultati sono generalmente soddisfacenti. Tuttavia, se l’incongruenza tra testa femorale e acetabolo persiste dopo la riduzione a cielo chiuso, il trattamento chirurgico è la sola alternativa. Ma questo non è sempre tecnicamente fattibile: sono, infatti, molti i fattori che possono precludere il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal chirurgo, come per esempio l’età avanzata del paziente, l’osteopenia, l’estrema comminuzione e le complicanze associate a questi complessi interventi chirurgici. L’impianto di protesi d’anca è una buona alternativa alla riduzione a cielo aperto e sintesi interna nei pazienti più anziani che presentino una grave comminuzione e un’articolazione non congruente o instabile.

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