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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


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  HIP AND KNEE RECONSTRUCTION


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2009 June;60(3):217-31

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Protesi d’anca di rivestimento: una review

Witzleb W. C.

Endocenter Dresden, Dresden, Germany


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La protesica d’anca di rivestimento, riscoperta di un vecchio principio terapeutico, sta guadagnando oggi una popolarità crescente come metodica di trattamento dell’artrosi avanzata del paziente giovane attivo – un gruppo di pazienti problematici per la protesica d’anca. Le principali cause di fallimento degli storici modelli protesici di rivestimento con accoppiamento metallo-polietilene sono state superate o significativamente ridotte grazie ai nuovi accoppiamenti metallo-metallo a ridotta usura, ai cotili non cementati e a tecniche chirurgiche migliori. Per un lungo periodo l’evoluzione di questa procedura è stata osteggiata dall’influenza dei media, per cui la protesica di rivestimento è stata soggetta alla pressione da parte dei pazienti piuttosto che dagli studi scientifici ortopedici. Recentemente i dati scientifici si stanno imponendo, e gli studi di singoli chirurghi o di registi protesici mostrano attualmente una sopravvivenza a breve e medio termine delle protesi di rivestimento (almeno per quanto riguarda le Birmingham Hip Resurfacing) nei pazienti giovani sovrapponibile a quello delle moderne protesi totali d’anca tradizionali, con risultati clinici soddisfacenti. Tuttavia i dati clinici e radiografici disponibili non forniscono un’evidenza sufficiente a fare previsioni a lungo termine. La protesi di rivestimento offre vantaggi unici, come la preservazione del bone stock, l’ottimizzazione del trasferimento dei carichi al femore prossimale, il ripristino della “normale” anatomia dell’anca, la ridotta usura e una maggiore stabilità grazie ai larghi diametri dell’articolazione. Tuttavia, nonostante l’assenza di una chiara evidenza sulla correlazione tra protesi d’anca metallo-metallo e complicanze a lungo termine, persistono delle incertezze sui possibili effetti avversi locali o sistemici dell’esposizione al debris da usura del metallo e agli ioni metallici. Pertanto, sono necessarie ulteriori indagini per valutare l’effettivo valore di questa affascinante procedura, sia dal punto di vista medico che economico.

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