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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2009 Aprile;60(2):93-8

lingua: Italiano

Differenti metodi di intervento nella correzione dell’alluce valgo: valutazione dei risultati clinici

Parrini M. M., Spada A., Vasilopoulos S., Cabitza P.

Università degli Studi di Milano Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche Clinica Ortopedica IRCCS Policlinico San Donato Milano, Italia


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Obiettivo. L’obiettivo del presente studio è stato quello di confrontare I risultati a medio termine di differenti trattamenti chirurgici nel trattamento dell’alluce valgo di modesta e media gravità.
Metodi. Duecentosette pazienti operati monolateralmente per alluce valgo nel periodo 2000-2005 presso la Clinica Ortopedica dell’Università di Milano-IRCCS Policlinico San Donato sono stati richiamati per una rivalutazione clinica. Gli interventi eseguiti sono stati diversi (osteotomie distali e interventi sulle parti molli); sono stati esclusi i casi operati con tecniche mininvasive o mediante osteotomie metatarsali prossimali. I pazienti sono stati studiati utilizzando lo schema valutativo oggettivo AOFAS ed il questionario soggettivo Foot Function Index (FFI).
Risultati. È stato possibile visitare 109 soggetti (96 femmine e 13 maschi) di età compresa tra 37 e 83 anni. Tra questi 34 erano stati operati mediante osteotomia secondo Austin, 33 mediante osteotomia secondo Reverdin–Green, 17 con la tecnica di Regnauld, 16 con quella di Lelièvre e 9 con quella secondo Viladot (non considerati nell’elaborazione statistica per l’esiguità del numero). I risultati clinici emersi sono sostanzialmente sovrapponibili con solo un valore di funzionalità totale inferiore per i pazienti operati con la tecnica di Lelièvre rispetto alle altre.
Conclusioni. Dai risultati non è possibile indicare quale sia la tecnica migliore nel trattamento dell’alluce valgo di modesta-media entità, anche se il sacrificio dell’articolazione tende a fornire risultati funzionali inferiori.

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