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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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REVIEW  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2009 February;60(1):29-46

lingua: Inglese

Trattamento delle disfunzioni gravi della cuffia dei rotatori con protesi di spalla inversa

Klein S. M., Levy J. C., Holcomb J. O., Pupello D., Frankle M.

The Florida Orthopedic Institute Foundation for Orthopedic Research and Education Tampa, FL, USA


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Negli ultimi 25 anni la capacità di comprendere e trattare le spalle con significative disfunzioni della cuffia dei rotatori è rapidamente aumentata. Dopo l’individuazione, effettuata da Neer, delle conseguenze di una spalla con difetto di cuffia, gli studi si concentrarono sulla ricerca di un trattamento più soddisfacente e affidabile per ripristinare la funzione della spalla. Grammont ebbe successo là dove altri fallirono, proponendo la sua idea di “protesi inversa”, che funzionale e stabile nonostante si affidasse al solo deltoide. I primi successi della protesi di Grammont incoraggiarono lo studio dei principi biomeccanici e anatomici alla base dei miglioramenti, che andavano al di là degli obiettivi limitati del passato. Il trattamento delle disfunzioni della cuffia dei rotatori ha richiesto la sintesi di conoscenze scientifiche e cliniche. La sfida di comprendere gli effetti del design dell’impianto rispetto al centro di rotazione e all’angolo cervicodiafisario, e le tecniche come il tilt inferiore e la loro applicazione corretta, hanno mostrato di essere di importanza fondamentale nel trattamento di questa entità clinica complessa. La sintesi ottimale di queste informazioni permetterà al chirurgo ortopedico di trattare in modo soddisfacente un ampio spettro di patologie, a partire dal caso di spalla artrosica con deficit della cuffia dei rotatori, fino ai casi più complessi di revisione e grave perdite d’osso, con la ragionevole attesa di un sensibile miglioramento per il paziente. La seguente review ripercorre la breve storia che portò allo sviluppo della protesi inversa di spalla e analizza la conseguente ricerca biomeccanica che ha permesso di migliorare il disegno della protesi. Vengono presentati anche i dati clinici ottenuti con protesi inverse con disegni diversi, assieme ai principi biomeccanici ad essi sottesi, distinguendole l’una dall’altra sia rispetto al disegno che alla funzione.

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