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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2009 February;60(1):9-19

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Gli impianti protesici e gli spaziatori in pirocarbonio nella chirurgia della mano: risultati preliminari

Perrone V.

U.O. di Ortopedia e Traumatologia Ospedale “S. Cuore di Gesù”, Gallipoli Lecce, Italia


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Obiettivo. Diversi sono stati gli impianti protesici appositamente disegnati per la mano. Sebbene siano stati in grado di alleviare il dolore, gli impianti di prima e seconda generazione non garantivano un buon arco di movimento, non preservavano il bone stok e l’anatomia locale, la stabilità e la durata nel tempo dell’impianto erano limitate. Il pirocarbonio trova applicazione in ortopedia per la realizzazione di modelli protesici da impiantare nella mano. Trattasi di un materiale inerte, biocompatibile con modulo di elasticità simile a quello dell’osso corticale e con alta resistenza all’usura. Le protesi in pirocarbonio sono anatomiche, non vincolate, con fulcro articolare variabile.
Metodi. Dall’ottobre 2004 al dicembre 2008 sono stati effettuati 12 impianti in pirocarbonio in altrettanti pazienti, affetti da rizoartrosi o fratture delle dita della mano.
Risultati. Tutti i pazienti hanno recuperato la funzione della mano ed in particolare la forza ed il movimento.
Conclusioni. I risultati di questo studio confermano che il pirocarbonio è idoneo per la realizzazione di protesi e “spaziatori” da impiantare nella mano nei casi di artrosi degenerativa e post-traumatica. Il basso profilo ed il disegno anatomico preservano il legamenti collaterali. La protesi metacarpofalangea con testa ellittica e centro di rotazione variabile migliora la funzione dell’impianto attraverso un aumento della superficie di contatto. Anche nell’interfalangea prossimale la protesi permette un’alta congruenza. Lo spaziatore usato per i casi di rizoartrosi preserva la lunghezza della colonna del 1° raggio.

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