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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2008 April;59(2):81-6

lingua: Italiano

L’inchiodamento endomidollare non alesato nel trattamento delle fratture di femore

Rosario L., Salvatore L., Palmisciano G., Rapisarda S. A.

Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia Azienda Ospedaliera S. Giovanni di Dio Agrigento, Agrigento, Italia


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Obiettivo. In questo studio gli autori riportano la loro esperienza sul trattamento chirurgico delle fratture di femore mediante l’utilizzo di chiodi endomidollari bloccati non alesati.
Metodi. Nel periodo gennaio 2003-febbraio 2005 sono state trattate 52 fratture di femore (36 uomini, 16 donne, età media 26 anni), interessanti la diafisi e la regione metafisaria prossimale e distale; il trattamento è stato effettuato in urgenza entro le prime dodici ore susseguenti al trauma. La frattura era chiusa in 44 casi e con esposizione di 1° e 2° grado sec. Gustilo in otto casi. Sono stati utilizzati chiodi endomidollari pieni non cannulati e non alesati.
Risultati. La completa consolidazione della frattura è avvenuta in un periodo che andava dalle 15 alle 20 settimane, tranne in un caso di frattura bilaterale che a distanza di sei mesi è stata sottoposta a trattamento mediante onde d’urto, risoltosi con esito favorevole; in tre pazienti si è sviluppata una trombosi venosa profonda. In quattro casi si è evidenziato, inoltre, un accorciamento dell’arto fratturato di 1 cm, e in altri cinque casi l’accorciamento è stato <1 cm.
Conclusioni. Dall’esperienza degli Autori si ritiene che l’inchiodamento endomidollare bloccato senza alesaggio, rappresenti un’ottima scelta di trattamento per le fratture di femore nel rispetto delle indicazioni; tale metodica, oltre a un maggior rispetto della biologia, garantisce una minor perdita ematica, una riduzione dei tempi chirurgici, minor rischio di infezioni e di trombosi venosa profonda. Gli Autori ritengono, inoltre, che l’accoppiata intervento in urgenza e inchiodamento endomidollare non alesato, riduca sensibilmente l’anemizzazione; infatti il numero medio di sacche di globuli rossi concentrati trasfusi nel postoperatorio è stato in media di 220 ml, il valore medio di emoglobina nel postoperatorio è stato di 8,1, mentre il 25% dei pazienti non ha avuto necessità di emotrasfusione.

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