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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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REVIEW  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2008 Febbraio;59(1):61-7

lingua: Inglese

Trattamento chirurgico del paziente traumatizzato rispettando i tessuti

Lettich T., Parmar R., Parvizi J.

Department of Orthopedic Surgery Rothman Institute and Thomas Jefferson University Philadelphia, PA, USA


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Nel campo del trattamento delle fratture complesse, i chirurghi ortopedici traumatologi hanno concentrato l’attenzione sulle modifiche delle tecniche chirurgiche per ottenere la miglior riduzione e fissazione possibile, riducendo il danno legato alla via d’accesso. Soprattutto nell’ultimo decennio, sono stati introdotti alcuni mezzi di sintesi che forniscono un’alternativa alle tecniche tradizionali a cielo aperto. Uno di questi mezzi è la placca Less-invasive stabilization system, indicato nelle fratture del femore distale e della tibia prossimale.Un altro è la placca percutanea a compressione (PCCP, percutaneous compression plate), utilizzata nel trattamento delle fratture pertrocanteriche. L’obiettivo di questo studio è stato quello di fornire informazioni su questi mezzi di sintesi, insieme a dati a supporto del loro uso continuativo. Vengono indagate anche alcune tecniche che sono state sviluppate per il trattamento di fratture pelviche, dell’ala iliaca e dell’articolazione sacroiliaca. Una di queste tecniche richiede la riduzione iniziale della frattura e l’inserimento percutaneo di una vite transiliaca cannulata, autobloccante, attraverso due piccole incisioni centrate sull’articolazione sacroiliaca. Per il paziente, la chirurgia mini-invasiva offre una cicatrice più piccola rispetto a quella che si riscontra nelle procedure tradizionali a cielo aperto. Per il chirurgo uno dei maggiori vantaggi della fissazione delle fratture mini invasiva è dato dal fatto che minimizzando l’esposizione chirurgica si può drasticamente ridurre l’anemizzazione e il timing chirurgico, e di conseguenza l’incidenza di complicanze.

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