Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Ortopedica e Traumatologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2007 Ottobre;58(5) > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2007 Ottobre;58(5):459-65

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2007 Ottobre;58(5):459-65

 REVIEW

Trattamento chirurgico dei traumatizzati: rispettando i tessuti

Lettich T., Parmar BS R., Parvizi J.

Department of Orthopedic Surgery Rothman Institute and Thomas Jefferson University Philadelphia, PA, USA

Le tecniche tradizionali di riduzione a cielo aperto e di fissazione interna per la riparazione delle fratture restano utili per la loro fissazione. Spesso queste procedure sono la sola scelta disponibile per il chirurgo ortopedico. La fissazione esterna è stata associata a maggiori probabilità di complicanze postoperatorie, quali l’infezione della ferita chirurgica del chiodo per osteosintesi, tuttavia essa resta una tecnica molto efficace per la riduzione iniziale della frattura. Il sistema di stabilizzazione meno invasiva (less invasive stabilization system: LISS) apporta molti benefici aggiuntivi rispetto alle procedure a cielo aperto, tuttavia vi sono ancora delle limitazioni. Il fallimento della tecnica LISS è solitamente dovuto al malposizionamento del dispositivo. L’attenzione posta a riallineare correttamente i segmenti ossei ridurrà drasticamente la possibilità di distacco o di migrazione del piatto osseo. Sebbene in stadi molto precoci, il fissaggio trans-iliaco per via percutanea sembra aumentare la possibilità di ottenere eccellenti risultati. L’attenta selezione dei pazienti era stata identificata come il fattore chiave per ottenere risultati ottimali. La compressione per via percutanea del piatto osseo (percutaneous compression plate; PCCP) è in grado di garantire stabilità attraverso l’utilizzo di 2 fissatori da 9 mm rispetto al fissaggio dinamico dell’anca (dynamic hip screw: DHS), che richiede l’utilizzo di fissatori > 16 mm per ottenere stabilità. Questo riduce enormemente la probabilità di danneggiare la parete laterale del grande trocantere. Se la frattura è a carico del femore, della tibia, periprotesica, nel soggetto anziano, dell’osso iliaco o del sacro vi sono sempre più tecniche che consentono al chirurgo di ottenere la massima riduzione e fissazione, e di conseguenza i massimi risultati, con un minimo approccio chirurgico che risparmia i tessuti molli e la vascolatura sottostante.

lingua: Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina