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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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REVIEW  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2007 Aprile;58(2):193-206

lingua: Inglese

Stato dell’arte della fissazione dell’innesto nella ricostruzione del legamento crociato anteriore con innesti di tessuti molli. Aspetti biomeccanici delle differenti tecniche di fissazione

Petersen W., Zantop T.

Department of Trauma Hand and Reconstructive Surgery Westfalian Wilhelms University Münster Münster, Germany


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Il mezzo di fissazione utilizzato per la fissazione degli innesti di tessuti molli nella ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) costituisce il mezzo primario di tenuta nella fase iniziale del recupero postoperatorio. La letteratura distingue tecniche di fissazione all’interno del tunnel ed extracorticali. Le tecniche di fissazione extracorticali offrono un’alta resistenza ai carichi di rottura, benchè la rigidità della fissazione sia bassa. L’effetto di allargamento del tunnel dopo ricostruzione del LCA con innesti di tessuti molli può essere dovuto a fattori meccanici come l’effetto elastico (bungee cord) o l’effetto tergicristallo (windshield wiper), ma anche a fattori biologici come l’infiltrazione di liquido sinoviale nel tunnel. Con l’utilizzo di mezzi di fissazione all’interno del tunnel (anatomici), come le viti a interferenza, questi effetti posso essere prevenuti. Per garantire una forza di tenuta sufficiente sono necessarie viti a interferenza sovradimensionate, benchè studi su animali abbiano dimostrato che il sovradimensionamento potrebbe inibire l’integrazione dell’innesto nel tunnel a causa delle alte pressioni generate all’interno del tunnel. Una tecnica di fissazione ibrida, combinando la fissazione extracorticale con quella all’interno del tunnel con una vite a interferenza più piccola, potrebbe unire i vantaggi di entrambe le metodiche. La fissazione transfemorale costituisce una valida alternativa. Si possono distinguere sistemi di sospensione del loop dell’innesto (“tecniche di sospensione”) e sistemi di infissione dell’innesto vicino alla rima articolare (“tecniche di piercing”). Queste tecniche di fissazione offrono un alta resistenza ai carichi di rottura e posso essere definite come “semianatomiche”. In uno studio su animali una tecnica di infissione ha mostrato proprietà strutturali a 6 settimane dall’intervento superiori rispetto alla fissazione con vite a interferenza. È stato descritto l’allargamento del tunnel dopo ricostruzione con tecnica di sospensione.

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