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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia

Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0026-4911

Online ISSN 1827-1707

 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2006 Agosto;57(4):261-8

TENDENZE ATTUALI NELLA MODERNA CHIRURGIA DELL’ANCA. MODE E REALI NOVITÀ NEL 1° IMPIANTO 

 CHIRURGIA COMPLESSA:TECNICHE PARTICOLARI

La protesi totale d’anca nella displasia

Rossi P., Castoldi F., Rossi R., Fantino G., Blonna D., Bruzzone M., Dettoni F.

Divisione Universitaria di Ortopedia e Traumatologia Università degli Studi di Torino Ospedale Mauriziano “Umberto I”, Torino

La coxartrosi secondaria a displasia dell’anca (DCA), quando ha superato i limiti della chirurgia di salvataggio, ha varie soluzioni chirurgiche.
La scelta del trattamento chirurgico e del modello protesico dipende da diversi fattori, quali l’età del paziente, l’arco di movimento dell’anca, l’alterata biomeccanica in termini di insufficienza muscolare. I casi con deformità articolari non importanti possono essere trattati con la chirurgia standard con normali impianti protesici. Nei casi in cui le alterazioni morfologiche siano più gravi sia a livello acetabolare che femorale le tecniche utilizzate così come i modelli protesici sono più particolari. Nei casi di lussazione inveterata le modalità di approccio chirurgico, ove necessario, sono diverse dalle prime due situazioni.
Varie classificazioni sono state proposte per identificare e suddividere le complessità delle alterazioni morfologiche create dalla coxartrosi secondaria alla displasia congenita dell’anca. Scopo di questo studio è quello di individuare attraverso le classificazioni la tecnica chirurgica e l’impianto protesico più idonei. L’obiettivo, quindi, è quello di valutare la scelta della tecnica chirurgica per i gradi tipo I, II, III secondo la classificazione di Crowe.

lingua: Italiano


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