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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia

Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0026-4911

Online ISSN 1827-1707

 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2006 Febbraio;57(1):17-20

 CASI CLINICI

Dislocation after internal fixation for nonunion of the humeral supracondylar fracture in a patient with Parkinson’s disease. A case report

Namba J. 1, Kitada Y. 1, Murase T. 2, Moritomo H. 2, Satoh I. 1, Tsuda T. 1

1 Department of Orthopaedic SurgeryMinoh City Hospital, Minoh, Osaka, Japan
2 Department of Orthopaedic Surgery Osaka University Graduate School of Medicine Osaka, Japan

Il trattamento dei problemi ortopedici nei pazienti con morbo di Parkinson rappresenta una sfida, essendo possibili la mancata fissazione o la dislocazione della protesi. Sono stati decritti numerosi casi di frattura dell’anca nei pazienti con morbo di Parkinson, indicandone l’alta incidenza. Al contrario, in questa popolazione, sono pochi i casi descritti di problemi ortopedici a carico degli arti superiori. Descriviamo un raro caso di dislocazione dell’articolazione del gomito dopo fissazione interna di una frattura omerale sopracondilare non guarita in una paziente di 83 anni con morbo di Parkinson. Essa era caduta provocandosi una frattura sopracondilare composta a livello della parte distale dell’omero destro. Lo score Hoehn e Yahr era pari a 4. Essa è stata inizialmente trattata con l’ingessatuta. Le radiografie di controllo hanno dimostrato la mancata guarigione della frattura con grave dislocazione dei frammenti. Due mesi dopo l’incidente è stata eseguita la fissazione interna. Le radiografie postintervento hanno evidenziato che il gomito aveva subito una dislocazione, mentre le sedi di frattura erano rimaste stabili. Tale dislocazione non era riducibile con metodi non chirurgici, tuttavia si è deciso di non eseguire un ulteriore intervento chirurgico e si è consentita la libera mobilizzazione del gomito nonostante la presenza della dislocazione.
Questa complicanza potrebbe essere il risultato dell’aspetto invasivo dell’intervento chirurgico associato a condizioni preesistenti, quali i disturbi neurologici caratterizzati da tremore a riposo e da un’aumentata rigidità e contrattura dell’articolazione del gomito nel periodo preoperatorio.

lingua: Inglese


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