Home > Riviste > Minerva Ortopedica e Traumatologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Dicembre;56(6) > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Dicembre;56(6):511-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

NOTE DI TECNICA  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Dicembre;56(6):511-8

lingua: Inglese

Il metodo Montpellier per il trattamento del piede equino-varo

Dimeglio A., Canavese F., Charles Y. P.

Unit of Pediatric Orthopedic Surgery CHU Lapeyronie, Montpellier, France


PDF  


La fisioterapia del piede equino-varo rappresenta un’urgenza e dovrebbe essere messa in atto appena possibile. Alla nascita, solo il 35% del piede è ossificato: le ossa cartilaginee sono soffici e flessibili, mentre le strutture fibrose sono molto rigide. Il metodo «funzionale» («il metodo Montpellier») ha come obiettivo di far rilassare il tessuto molle retratto attorno al muscolo tibiale posteriore e al tendine di Achille, restaurando di conseguenza il bilancio muscolare della parte posteriore del piede. La deformità del tallone può peggiorare a seguito di manipolazioni inappropriate. La correzione è basata sul principio che il calcagno è coinvolto nel piede equino, varo e nell’adduzione del piede deformato. La correzione deve essere progressiva e graduale. Le manipolazioni devono essere eseguite almeno una volta al giorno; la stimolazione muscolare e il bendaggio completano le manipolazioni. Gli attrezzi che fanno eseguire movimenti passivi devono essere utilizzati durante i primi giorni di vita o non appena possibile durante i primi 3 mesi: questi attrezzi di per sé non sono in grado di correggere la deformità. Essi fanno parte di una strategia nella quale il metodo funzionale gioca un ruolo fondamentale.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail