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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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CASI CLINICI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Dicembre;56(6):505-9

lingua: Inglese, Italiano

Trattamento di un’infezione cronica di ginocchio con severa distruzione articolare in un giovane paziente. Approccio in due tempi a un’artoplastica primaria di ginocchio complicata da frattura scomposta sovracondiloidea di femore

Piscopo A., Zanchini F., Ruggiero C., Palmieri M.

Department of Orthopedics and Traumatology I Second University of Naples, Naples, Italy I Clinica Ortopedica e Traumatologica Facoltà di Medicina e Chirurgia, Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli


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Il trattamento delle infezioni articolari croniche di ginocchio è tanto più complesso, quanto più marcata è la distruzione articolare.
In questo lavoro viene presentato il caso di una giovane paziente (38 anni), affetta da infezione cronica di ginocchio con severa distruzione articolare. Tre anni prima era stata trattata chirurgicamente per una frattura esposta di rotula e, malgrado svariati trattamenti medici e chirurgici, la distruzione articolare era pressochè totale.
È stata eseguita un’artroplastica di resezione e blocco spaziatore di cemento antibiodato, quindi artroplastica tipo AGC 2000 postero-stabilizzata. Quattro mesi dopo, per un violento trauma, la paziente tornava alla nostra struttura in preda a severo dolore, tumefazione, ecchimosi e impotenza funzionale totale dell’articolazione femoro-tibiale. Dall’esame radiografico si evidenziava una frattura sovracondiloidea di femore, ascrivibile al tipo II di Rorabeck. Per questa frattura la paziente veniva nuovamente trattata mediante ORIF con inchiodamento retrogrado. A un follow-up di 30 mesi le condizioni articolari della paziente, che, in altre epoche, sarebbe stata destinata all’artrodesi o all’amputazione, mostravano un Knee Society score di 85, un range of motion (ROM) di 5°-110° senza infezione. La tecnica chirurgica utilizzata è stata quella di Windsor e Insall dell’impianto in 2 tempi, tenendo anche conto dell’esperienza di precedenti Autori.

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