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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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AGGIORNAMENTI SULLA PROTESICA DI SPALLA  102° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Brescia, 9-10 settembre 2005
LE NUOVE TECNOLOGIE, I MODERNI STRUMENTARI IN CHIRURGIA PROTESICA


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Agosto;56(4):315-20

lingua: Italiano

Indicazioni alla protesi di spalla nelle fratture dell’estremo prossimale di omero

Assom M., Fumero S., Castoldi F., Blonna D.

Terzo Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia Università degli Studi di Torino, Torino Ospedale Mauriziano Umberto I, Torino


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Il trattamento delle fratture complesse dell’estremo prossimale di omero è ancora un problema controverso. Le problematiche nascono principalmente dall’impossibilità di confrontare i risultati provenienti da studi differenti, a causa della presenza di indici di concordanza intraosservatore e interosservatori bassi, anche nei sistemi classificativi più largamente utilizzati.
L’imaging preoperatorio standard non è, quindi, sufficiente per definire con accuratezza l’indicazione a un impianto di protesi parziale di spalla e, in alcuni casi, è necessaria una conferma intraoperatoria.
La corretta definizione dei segmenti ossei interessati e il loro grado di scomposizione permettono di definire i fattori predittivi dell’ischemia della testa omerale ma non dell’evoluzione in necrosi.
La presenza di frattura tipo 4, frattura-lussazione, “impression-fracture”, interessamento prossimale del calcar o “medial hinge” scomposto non sono, infatti, elementi sufficienti per predire con accuratezza il rischio di necrosi, né per prevedere scarsi risultati funzionali dopo l’osteosintesi.
Considerando questi elementi, suggeriamo la riduzione e l’osteosintesi come trattamento iniziale in pazienti di età inferiore ai 70 anni, affetti da frattura a 3 e 4 frammenti e frattura lussazione, riservando, invece, l’impianto protesico al trattamento dei pazienti con dolore tardivo persistente in esiti traumatici. L’indicazione in acuto a impianto protesico, tuttavia, può sussistere in caso di fratture complesse in pazienti di età superiore ai 70 anni che presentino osso osteoporotico, limitato bone stock, alto rischio di ischemia della testa o nelle fratture con interessamento della superficie articolare, anche in pazienti giovani.

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