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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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AGGIORNAMENTI SULLA PROTESICA DI GINOCCHIO  102° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Brescia, 9-10 settembre 2005
LE NUOVE TECNOLOGIE, I MODERNI STRUMENTARI IN CHIRURGIA PROTESICA


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 August;56(4):293-7

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Razionale di trattamento delle artroprotesi di ginocchio infette

Mora R. 1, Pedrotti L. 1, Bertani B. 1, Tuvo G. 1, Maccabruni A. 2

1 Clinica Ortopedica e Traumatologica Università degli Studi di Pavia Polo Universitario Città di Pavia, Pavia 2 Clinica delle Malattie Infettive Università degli Studi di Pavia I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo, Pavia


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Obiettivo. L’infezione è una delle piu gravi complicanze dell’artroprotesi di ginocchio e può preludere al fallimento dell’impianto. La sua incidenza varia da meno dell’1% a oltre il 10%. Nelle forme tardive, la sintomatologia clinica è spesso modesta e le indagini strumentali sono scarsamente significative. La diagnosi di certezza eziologica è data dalla coltura della biopsia ossea o sinoviale. I trattamenti proposti hanno lo scopo di eliminare l’infezione, ottenendo un ginocchio con buona funzione e senza dolore e vanno dalla terapia antibiotica mirata all’amputazione; tuttavia, attualmente, l’artrodesi o il reimpianto (in 1 o 2 tempi), preceduti da rimozione dell’impianto, appaiono essere le tecniche più utilizzate.
Metodi. Dieci casi di infezione profonda tardiva (secondo la classificazione del Musculoskeletal Sepsis Unit di Minneapolis) sono stati seguiti nel periodo 1998-2003 presso la Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia c/o Polo Universitario Città di Pavia. Nell’80% dei casi il trattamento è consistito in artrodesi o reimpianto in 2 tempi.
Risultati. I risultati ottenuti sono stati favorevoli, in particolare con la tecnica del reimpianto in 2 tempi (dopo un periodo di applicazione di un fissatore esterno con funzione prevalentemente meccanica o di un blocco spaziatore di cemento acrilico mescolato con antibiotico con funzione meccanica e biologica).
Conclusioni. Questa tecnica appare attualmente una valida soluzione al problema dell’infezione tardiva.

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