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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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AGGIORNAMENTI SULLA PROTESICA DI GINOCCHIO  102° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Brescia, 9-10 settembre 2005
LE NUOVE TECNOLOGIE, I MODERNI STRUMENTARI IN CHIRURGIA PROTESICA


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 August;56(4):279-85

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Strumentazione e accesso mini-invasivo nelle protesi a piatto mobile

Franchin F., Sanguineti F., Federici M., Stella M.

Clinica Ortopedica e Traumatologica Università degli Studi di Genova, Genova


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Obiettivo. Le piattaforme mobili di polietilene sono state introdotte nella progettazione delle protesi di ginocchio negli anni ‘80 con lo scopo di unire mobilità, congruità delle superfici di contatto e basso attrito da contatto. Sulla base dei risultati favorevoli ottenuti con l’esperienza di 20 anni, oggigiorno le protesi di ginocchio con piattaforme mobili sono ampiamente usate in tutto il mondo. La protesi Genesis® Mobile Bearing Knee è caratterizzata da un piano tibiale piatto e lucido (lega di CoCr) con un tampone anteriore che lavora come uno stop per la piattaforma mobile di polietilene in grado di avere una mobilità multidirezionale. Inoltre la mobilità della piattaforma può essere limitata usando una vite che regola il movimento di traslazione: in queste condizioni la piattaforma mobile è solo più in grado di avere un movimento rotazionale. Lo scopo di questo articolo è stato quello di valutare i risultati a breve termine dell’impianto in un gruppo di pazienti di protesi di ginocchio mobili con tecnica convenzionale e con tecnica mini-invasiva.
Metodi. Presso il Dipartimento Ortopedico dell’Università di Genova a partire dall’ottobre 2003 al giugno 2004 sono state impiantate 51 protesi Genesis® Mobile Bearing Knee in 51 pazienti (età media 67,8 anni) sempre per patologia artritica. In 30 pazienti è stato utilizzato un approccio chirurgico meno invasivo (midvastus) con risparmio dei tendini del muscolo quadricipite e senza dislocamento della rotula (9 casi: incisione e strumenti convenzionali, 21 casi: incisione corta mediale di 7/10 cm e set di strumenti dedicati).
Risultati. L’approccio midvastus ha migliorato il posizionamento della rotula: solo 3 su 30 pazienti hanno presentato un dislocamento laterale (1%). Tutti i 51 pazienti sono stati valutati con un follow-up che va da 19 a 11 mesi con lo scopo di valutare i risultati clinici sia delle protesi con piattaforme mobili sia dell’approccio chirurgico meno invasivo. I risultati clinici (Knee Society Score System) possono essere riassunti come segue: eccellente in 26 casi (51%), buono in 16 casi (31%), accettabile in 6 casi (12%) ed insufficiente in 3 casi (6%). Tutti i pazienti ed in particolar modo quelli sottoposti all’intervento meno invasivo hanno presentato un recupero più veloce con una maggiore mobilità,verosimilmente per il già citato miglior posizionamento della rotula. Un paziente ha presentato una limitata mobilità e 3 pazienti hanno riferito una sintomatologia dolorosa diffusa e gonfiore; tali risultati sono però scarsamente significativi per il follow-up di breve durata. Due pazienti, in cui la mobilità è stata limitata mediante il sistema a vite, hanno riferito dolore in sede postero-laterale durante la flessione, dovuto all’interferenza con il tendine popliteo: questo potrebbe essere un problema reale dovuto sia dalla forma della piattaforma mobile (porzione posteriore troppo alta) sia dalla limitazione del movimento di traslazione.
Conclusioni. Anche se nella nostra esperienza il follow-up è di breve durata, i risultati ottenuti sono stati incoraggianti a breve termine per il rapido recupero e la più ampia mobilità; in ogni caso è doveroso sottolineare che tali risultati devono essere confermati a medio termine.

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