Home > Riviste > Minerva Ortopedica e Traumatologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 August;56(4) > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 August;56(4):275-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

AGGIORNAMENTI SULLA PROTESICA DI GINOCCHIO  102° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Brescia, 9-10 settembre 2005
LE NUOVE TECNOLOGIE, I MODERNI STRUMENTARI IN CHIRURGIA PROTESICA


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 August;56(4):275-8

lingua: Italiano

Il ruolo delle protesi vincolate nella chirurgia protesica primaria di ginocchio

Annaratone G., Rivera F.

Dipartimento di Ortopedia Traumatologia e Riabilitazione Presidio Sanitario Gradenigo, Torino


PDF  


Il crescente numero di modelli di artroprotesi a disposizione del chirurgo ortopedico fornisce un’ampia gamma di soluzioni al problema del difficile bilanciamento dei tessuti molli in caso di gravi deformità assiali. In caso di severe instabilità o gravi deviazioni, talvolta, non è, tuttavia, sufficiente far ricorso a impianti “posterior stabilized” o “condylar constrained”, mentre una protesi vincolata rappresenta un’efficace opzione chirurgica. La protesi Endomodel ha una superficie di contatto metallo-polietilene e un perno centrale che vicaria i legamenti crociati e il sistema capsulo-legamentoso extrarticolare consentendo il movimento fisiologico di flesso-rotazione interna e di estensione-rotazione esterna; nei casi in cui la stabilità legamentosa è compromessa rappresenta, quindi, la soluzione vincolata che permette la cinematica dell’articolazione più vicina a quella fisiologica. La facilità di impianto della protesi Endomodel, ma, soprattutto, la sua affidabilità nel tempo, confermata dalla letteratura e dall’esperienza personale, rende questo modello di artroprotesi consigliabile nel trattamento delle gravi lassità, osservabili in casi di gonartrosi in stadi avanzati, in esiti di frattura, in importanti deviazioni assiali, in malattie sistemiche a evoluzione cronica come l’artrite reumatoide.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail