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Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Agosto;56(4):259-61

102° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Brescia, 9-10 settembre 2005
LE NUOVE TECNOLOGIE, I MODERNI STRUMENTARI IN CHIRURGIA PROTESICA 

 AGGIORNAMENTI SULLA PROTESICA DI GINOCCHIO

Stato dell’arte e prospettive nella chirurgia mini-invasiva protesica di ginocchio

D’Anchise R., Balbino C.

Istituto Ortopedico Galeazzi, Milano

Nel tentativo di stabilire i confini dello stato dell’arte nella chirurgia mini-invasiva protesica di ginocchio, nonché di valutarne le probabili prospettive, abbiamo ritenuto opportuno ricercare certezze terminologiche. Questa necessità deriva dall’osservazione che la tecnica mini-invasiva è un fenomeno in continua diffusione in tutto il panorama chirurgico con principi di base sovrapponibili, facendo riferimento, in particolare, al fatto che la tecnica mini-invasiva non deve sovvertire le regole di base stabilite dalla tecnica tradizionale. Inoltre, riteniamo che possibili fraintendimenti terminologici possano essere di ostacolo al dibattito scientifico.
Abbiamo analizzato le certezze e le perplessità derivanti dall’affrontare una tecnica emergente, per la quale sono disponibili controlli con follow-up ancora troppo brevi perché siano considerati statisticamente significativi. La valutazione di parametri fondamentali, utili a stabilire il corretto rapporto rischio/beneficio, è indispensabile, necessaria e realizzabile solo attraverso analisi concrete che aiutino a orientare il chirurgo nelle proprie scelte di protesizzazione del ginocchio.
Abbiamo considerato, inoltre, quanto sia utile per il chirurgo e per i suoi collaboratori attuare un cambio di mentalità sia sul campo operatorio sia nella gestione del paziente nell’immediato periodo postoperatorio.
Sul campo operatorio diventa indispensabile una nuova manualità per raggiungere una coordinazione tra gli operatori che permetta un miglior adattamento alla minore esposizione anatomica sfruttando la cosiddetta «finestra dinamica».
Il recupero precoce dell’estensione attiva del ginocchio e dell’autonomia deambulatoria del paziente durante il postoperatorio comporta una diminuizione del periodo di ospedalizzazione e una riabilitazione precoce e meno faticosa.
Un’altra importante osservazione è che la tecnica mini-invasiva deve essere eseguita da chirurghi che già hanno maturato esperienza di tecnica tradizionale, a patto che essi siano convinti dell’utilità di questa tecnica emergente, che, in quanto tale, dovrà essere valutata nel tempo.

lingua: Italiano


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