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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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AGGIORNAMENTI SULLA PROTESICA D’ANCA  102° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Brescia, 9-10 settembre 2005
LE NUOVE TECNOLOGIE, I MODERNI STRUMENTARI IN CHIRURGIA PROTESICA


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Agosto;56(4):173-7

lingua: Italiano

Protesi di superficie (resurfacing). Dall’esperienza del passato, il presente le prospettive future

Randelli F., Randelli P., Monteleone M., Visentin O., Randelli G.

Istituto Policlinico di San Donato Milanese San Donato Milanese (MI)


PDF  ESTRATTI


Le protesi di superficie dell’anca non rappresentano una novità. Già negli anni ‘40 fecero la loro comparsa le protesi di superficie in vetro di Smith-Petersen. Negli anni ‘70 nasce una nuova generazione di protesi di superficie. Diverse esperienze internazionali con una stessa filosofia: risparmiare al massimo l’epifisi prossimale del femore. I risultati di queste esperienze non furono, però, molto brillanti. In effetti, i fallimenti erano dovuti ai materiali e alle tecniche di manifattura del tempo. Gli insegnamenti del passato furono tenuti nella dovuta considerazione e, alla fine degli anni ‘90, l’analisi delle casistiche precedenti e l’avvento di nuovi materiali e tecnologie hanno permesso alle protesi di superficie di fare il necessario salto di qualità. Le protesi di superficie di ultima generazione sono protesi ibride (coppa acetabolare non cementata e rivestimento femorale cementato) con accoppiamento metallo-metallo e manifattura ottimale. I primi risultati disponibili su casistiche abbastanza ampie permettono di ben sperare per il futuro. Dopo i non così deludenti risultati ottenuti dalla nostra equipe durante gli anni ‘80 con le protesi di Wagner, molto fiduciosi nei progressi tecnici delle nuove protesi di superficie, ne abbiamo ripreso l’utilizzo. Inoltre, per minimizzare i danni alla circolazione della testa del femore, abbiamo introdotto una modifica al nostro approccio chirurgico standard, laterale diretto, aggiungendo una capsulotomia periacetabolare. In questo modo si ottengono i vantaggi della via di Wagner (preservazione della circolazione epifisaria) e i vantaggi dell’approccio laterale diretto (minore invasività e miglior recupero funzionale).
Il presente vede gli estimatori delle protesi di superficie arrovellarsi su alcuni punti chiave di questo tipo di chirurgia: come posizionare la componente femorale, che tipo di cementazione utilizzare, che via chirurgica e quali indicazioni seguire. Ampie discussioni sono aperte su quello che sarà il futuro di queste protesi.

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