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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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AGGIORNAMENTI SULLA PROTESICA D’ANCA  102° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Brescia, 9-10 settembre 2005
LE NUOVE TECNOLOGIE, I MODERNI STRUMENTARI IN CHIRURGIA PROTESICA


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2005 Agosto;56(4):145-51

lingua: Italiano

Pianificazione preoperatoria tridimensionale nella protesi d’anca

Marinoni E. C., Trevisan C., Castoldi G., Morganti A., M. Mattavelli, Nava V.

Clinica Ortopedica Università degli Studi di Milano Bicocca Azienda Ospedaliera S. Gerardo, Monza, Milano


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. La ricostruzione di un corretto centro di rotazione nella protesizzazione dell’anca e il buon posizionamento delle componenti protesiche riducono il rischio di fallimento degli impianti protesici. Nei casi difficili, l’abituale pianificazione preoperatoria su lastre radiografiche può essere insufficiente a fornire al chirurgo le informazioni necessarie per un efficace allestimento dell’impianto. La pianificazione tridimensionale, nata con l’introduzione delle protesi su misura, permette un’efficace pianificazione preoperatoria anche nei casi complessi. In questo lavoro viene riportata l’esperienza degli Autori su 22 casi di protesi su misura impiantati dopo pianificazione tridimensionale.
Metodi. In questo studio sono stati valutati 22 pazienti, 6 di sesso maschile e 16 di sesso femminile, con un’età media di 58 anni (intervallo 31-79), che rappresentano una serie consecutiva di pazienti sottoposti a intervento di artroprotesi d’anca su misura (Symbios, Iverdon, CH). L’intervallo medio dell’ultimo controllo dall’intervento è stato di 24 mesi (intervallo 10-37).
Risultati. In questa serie consecutiva di pazienti non sono state osservate complicanze intra o postoperatorie precoci e tutti gli interventi sono stati portati a termine secondo la pianificazione. A un controllo medio di 2 anni dall’intervento con l’Harris hip score, 18 pazienti (81%) hanno registrato un risultato eccellente o buono, 3 (14%) un risultato discreto e 1 (5%) un risultato scarso. Nella valutazione radiologica secondo Engh, 20 pazienti avevano un punteggio superiore a 10, indicativo di sicura osteointegrazione, e 2 pazienti un punteggio superiore a 0, suggestivo di sospetta osteointegrazione dell’impianto.
Conclusioni. In base all’esperienza degli Autori, la pianificazione tridimensionale ha permesso al chirurgo di avere una migliore conoscenza delle strutture anatomiche e delle possibili difficoltà che si è trovato ad affrontare.

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