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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2004 October;55(5):169-84

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Legamento crociato anteriore in pazienti con immaturità scheletrica

Shea K. G. 1, Apel P. 1, Pfeiffer R. P. 2, Hutt N. 1

1 Intermountain Orthopaedics, Boise, ID, USA 2 Department of Kinesiology Boise State University, Boise, ID, USA


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Nei bambini e negli adolescenti stanno aumentando i danni al legamento crociato anteriore (LCA). Il trattamento conservativo o ritardato nel tempo dei danni al LCA nei bambini attivi o negli atleti è frequentemente impraticabile, dal momento che i giovani atleti possono non accettare questa limitazione dell’attività. Negli atleti che continuano a praticare sport molto intensi il trattamento non chirurgico spesso porta all’instabilità del ginocchio e alle rotture meniscali. Questi danni secondari possono portare allo sviluppo precoce di osteoartrite. La ricostruzione tranfiseale del LCA nei pazienti con immaturità scheletrica è oggetto di discussione a causa del danno potenziale alla fisi, che può condurre all’arresto prematuro dell’accrescimento e/o a una discrepanza della lunghezza degli arti inferiori. Le tecniche chirurgiche che risparmiano la fisi sono state criticate perché considerate non isometriche e non anatomiche. Inoltre, la funzionalità a lungo termine di questi innesti nella vita adulta non è nota. In questa panoramica vengono discusse la stioria naturale dei danni al LCA trattati in modo conservativo e le basi scientifiche dell’arresto fiseale. Alcuni studi condotti su animali supportano la conclusione che le ricostruzioni del LCA nei bambini possano potenzialmente provocare disturbi di accrescimento, tuttavia sono poche le segnalazioni di complicazioni dovute alla ricostruzione del LCA nei pazienti con immaturità scheletrica. Molti studi clinici e diverse tecniche chirurgiche applicate su questo tipo di pazienti sono stati oggetto di pubblicazione e i risultati sono riassunti e commentati. I dati suggeriscono che i fattori che influenzano la probabilità di un arresto fiseale siano rappresentati dal calibro del tunnel, dal posizionamento e dalla presenza di dispositivi metallici che attraversano la fisi, dalla tensione dell’innesto. Sebbene esista la possibilità di comparsa di complicazioni fiseali, vi sono evidenze circa il fatto che la ricostruzione transfiseale del LCA possa essere effettuata in sicurezza nei pazienti con immaturità scheletrica, se vengono tenuti in debito conto gli aspetti anatomici, le tecniche chirurgiche e il posizionamento dei dispositivi metallici. Questi pazienti e le loro famiglie dovrebbero essere avvertiti dei rischi potenziali delle complicazioni fiseali e il ritardare l’intervento chirurgico sino a quando il paziente non abbia raggiunto la maturità scheletrica resta una opzione.

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