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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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  FRATTURE DI FEMORE


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2003 October;54(5):357-68

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Fratture a livello della protesi di femore in seguito a intervento di artroplastica dell’anca

Masri B. A. 1, Meek R. M. D. 2, Garbuz D. S. 1, Duncan C. P. 1

1 Department of Orthopaedics University of British Columbia, Vancouver British Columbia, Canada 2 Department of Orthopaedics Southern General Hospital Glasgow, United Kingdom


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La frattura a livello della protesi di femore in seguito a sostituzione dell’articolazione dell’anca rappresenta una seria complicanza dell’intervento di artropla-stica totale dell’anca, la cui prevalenza registra un costante aumento. Inoltre tale evento si può rivelare di difficile trattamento, in presenza di un rischio potenziale di ulteriori complicanze. La prevenzione di questo tipo di fratture è realizzabile attraverso un perfezionamento delle tecniche chirurgiche degli in-terventi di artroplastica primaria, una riduzione dell’osteolisi indotta dall’usura e una periodica valuta-zione delle componenti femorali allentate o coinvol-te nel processo di osteolisi. Tuttavia, una volta che si sia verificata una frattura a livello della protesi di femore, la prognosi migliore può essere raggiunta solamente quando il chirurgo è dotato di una conoscenza approfondita dei principi di trattamento e dispone degli opportuni dispositivi di fissaggio e di sostituzione protesica, nonché del tessuto osseo per l’allotrapianto, nei casi in cui è richiesto. La scelta della modalità di trattamento si basa sul sito di frattura, sulla stabilità dell’innesto protesico e sulla disponibilità di tessuto osseo. La classificazione di Vancouver consente di effettuare una descrizione standardizzata di questi fattori e di procedere a un approccio terapeutico metodologicamente fondato.

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