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Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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Minerva Ortopedica e Traumatologica 2003 Agosto;54(4):321-30

 ARTICOLI ORIGINALI

L’artromiolisi secondo Judet nel trattamento delle rigidità post-traumatiche di ginocchio. Analisi retrospettiva di 21 casi

Pazzano S. 1, Massè A. 1, Biasibetti A. 2, Dutto E. 3, Zoccola K. 1, Ciclamini D. 1

1 1st Orthopedic Clinic Department of Traumatology Orthopedics and Occupational Medicine University of Turin, CTO Hospital, Turin, Italy
2 1st Orthopedic Clinic Operative Unit of Traumatology and External Fixation University of Turin, CTO Hospital, Turin, Italy
3 School of Specialization in Orthopedics and Traumatology, University of Turin CTO Hospital, Turin, Italy

Obiettivo. A oltre mezzo secolo dalla sua invenzione l’artromiolisi secondo Judet occupa ancora un ruolo fondamentale nella terapia delle rigidità di ginocchio. L’intervento consiste nella sezione dell’inser-zione prossimale del muscolo vasto laterale, nella liberazione di tutte le connessioni che il quadricipite contrae con il femore e nella liberazione delle aderenze intra-iuxtarticolari formatesi. Scopo del nostro lavoro è stato di svolgere un’analisi retrospettiva delle rigidità di ginocchio trattate dal 1985 con l’artromiolisi secondo Judet presso la 1° Clinica Ortopedica dell’Università degli Studi di Torino per valutare se l’invasività dell’intervento, la lunga cicatrice, l’ampia esposizione del femore, i rischi operatori, le possibili complicanze e l’impegno richiesto per la riabilitazione, siano giustificati dalla qualità dei risultati.
Metodi. Sono stati valutati 21 pazienti affetti da rigidità estensoria di ginocchio, operati di artromiolisi secondo Judet, con follow-up minimo di 2 anni. In tutti i casi la rigidità era conseguente a una frattura di femore.
Risultati. La flessione media preoperatoria era di circa 25°. La flessione media al follow-up era di circa 95°. Il guadagno di flessione tra preoperatorio e follow-up è stato in media di circa 70° con 17 pazienti (81%) che hanno raggiunto una flessione maggiore o uguale a 80°. Due questionari sullo stato di salute, WOMAC e SF36, hanno evidenziato come la qualità della vita psico-fisica dei pazienti sia quasi del tutto sovrapponibile a quella della popolazione generale.
Conclusioni. In base a questi risultati, questa tecnica è ancora attuale grazie alla sua versatilità e alla bassa percentuale di complicanze.

lingua: Inglese, Italiano


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