Home > Riviste > Minerva Ortopedica e Traumatologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2003 June;54(3) > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2003 June;54(3):261-5

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

LE DEFORMITÀ OSSEE E ARTICOLARI - RELAZIONI  100° CONGRESSO DELLA SOCIETÀ PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.P.L.L.O.T.) - Pavia, 20-21 giugno 2003


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2003 June;54(3):261-5

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Le deformità ossee negli esiti delle gravi fratture degli arti inferiori

Bonaspetti G., Romeo R., Marchesi S., Pazzaglia U.E.

II Clinica Ortopedica, Spedali Civili, Università degli Studi, Brescia


Full text temporaneamente non disponibile on-line. Contattaci  


Obiettivo. Le deformità ossee nelle fratture diafisarie gravi sono sia l’esito del trattamento chirurgico eseguito in urgenza che la conseguenza inevitabile della complessità della frattura. Il paziente politraumatizzato pone spesso il chirurgo ortopedico di fronte alla necessità di eseguire il trattamento di riduzione e stabilizzazione delle fratture complesse in urgenza.
Metodi. Dal 1998 al 2002 abbiamo trattato e rivalutato 37 pazienti politraumatizzati con fratture gravi degli arti inferiori (fratture tipo C secondo la classificazione AO). Dodici pazienti sono stati trattati in regime d’urgenza in quanto affetti da frattura esposta in 2 casi associata a lesione vascolare. Nella valutazione clinica abbiamo considerato le dismetrie, i vizi di rotazione, i difetti dell’asse e i deficit articolari. Le valutazioni sono state effettuate a consolidazione avvenuta delle fratture e con esiti stabilizzati. La deformità che più frequentemente abbiamo osservato è stata la dismetria in 2 casi grave (>2 cm).
Risultati. Dai risultati è emerso che i difetti più gravi si sono verificati quando il trattamento è stato eseguito in urgenza senza la ricerca immediata della riduzione delle fratture e nel caso di fratture estremamente complesse dove la corretta riduzione si è resa praticamente impossibile.
Spesso i pazienti possono essere rioperati solo a settimane di distanza rendendo impossibile una corretta riduzione delle deformità.
Conclusioni. Da quanto emerso le fratture gravi del paziente politraumatizzato dovrebbero essere affrontate, per quanto possibile, con un trattamento definitivo già in regime d’urgenza.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail