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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2002 December;53(4):219-26

lingua: Italiano

La sindrome del tunnel tarsale. Esperienza chirurgica nel corso di 10 anni

Branca Vergano L., Manfredini S., Pastorelli G. M., Tian E.


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Obiettivo. La sindrome del tunnel tarsale è una neuropatia canalicolare determinata dall'intrappolamento del nervo tibiale posteriore e dei suoi rami all'interno del tunnel tarsale. Si manifesta con dolore e parestesie alla pianta del piede e alla regione mediale della caviglia; solo nelle fasi più avanzate si hanno deficit della sensibilità e della motilità.
Metodi. Abbiamo preso in considerazione 44 pazienti (46 piedi operati) sottoposti ad intervento chirurgico presso la nostra Unità Operativa in 10 anni (1992-2001) e li abbiamo valutati a distanza di tempo per analizzare i risultati ottenuti. Sono state studiate le cause alla base della sindrome e si è cercato di trovare l'iter diagnostico-terapeutico ottimale per questa malattia. I pazienti, in seguito ad un accurato esame clinico-anamnestico, venivano sottoposti, prima dell'intervento, a esami radiografici del piede e studio elettrofisiologico del nervo tibiale.
Risultati. In seguito all'intervento abbiamo ottenuto risultati positivi in più dell'80% dei casi, mentre insoddisfacente è stato il risultato nei rimanenti. Le cause della sindrome erano equamente suddivise tra cause primarie e secondarie, tra cui le lesioni occupanti spazio e gli esiti di traumi erano le più frequenti. La terapia medica è risultata inefficace, mentre la chirurgia ha risolto buona parte dei casi a noi presentatisi.
Conclusioni. Alla luce dei risultati ottenuti, sottolineiamo l'efficacia della terapia chirugica, se tempestiva ed adeguatamente condotta, nella cura di questa malattia, a patto che sia stata posta una diagnosi clinica ed elettrofisiologica corretta. Alla base dei casi che non hanno beneficiato dell'intervento, c'era un errata indicazione, piuttosto che un errore nella condotta chirurgica.

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