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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia

Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0026-4911

Online ISSN 1827-1707

 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2001 Giugno;52(3):141-4

98° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (SPLLOT) (Loano, 19-20 ottobre 2001) 

 CHIRURGIA TRAUMATOLOGICA E ORTOPEDICA DELL'ANCA

Indicazioni chirurgiche al trattamento delle fratture inveterate del cotile

Trono M., Zinghi G.

Obiettivo. Nell'esperienza di un chirurgo, non tutte le fratture hanno la fortuna di essere trattate immediatamente, o nei primi giorni dal trauma. Ovviamente, più si va avanti nel tempo, e più l'intervento sarà complicato e i risultati peggiori. Se questo vale per qualsiasi distretto dello scheletro, altrettanto dicasi per il cotile, dove la frattura inveterata è molto complessa da trattare.
Scopo di questo lavoro è definire il limite temporale dopo il quale tali fratture si considerano inveterate, l'iter diagnostico ed il loro relativo trattamento con gli esiti.
Metodi. Su una casistica di 517 pazienti abbiamo trattato 44 fratture inveterate (29 M; 15 F) in 16 anni.
Risultati. Il risultato è stato soddisfacente nel 65% dei casi.
Conclusioni. In generale, il trattamento è quasi sempre chirurgico, specialmente ove vi è una lussazione epifisaria ed una grossa scomposizione dei frammenti.
È ovvio che la riduzione ed i risultati dovranno essere accettati come quelli di una chirurgia di «salvataggio», che però permettono di creare le condizioni per una buona protesizzazione in seguito.
Tuttavia, ci sono casi in cui le condizioni generali e locali sconsigliano l'intervento chirurgico, lasciando scegliere per una terapia incruenta di sostegno.

lingua: Italiano


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