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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2001 February;52(1):13-8

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Le fratture del terzo medio della clavicola

Caira S. F., Zanetti G.


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Obiettivo. Le fratture della clavicola costituiscono circa il 44% del totale delle fratture della spalla. Quelle del terzo medio rappresentano circa 80% delle fratture della clavicola.
Metodi. Dal gennaio 1988 all'agosto 1998 abbiamo osservato e trattato 785 fratture della clavicola così suddivise: - 639 (81,2%) fratture del terzo medio; 128 (16,2%) del terzo distale e 12(2,6%) del terzo prossimale. I maschi sono stati 620 (78,9%) le femmine 165 (21,1%). Il range d'età compreso fra i 5 e gli 81 anni con una età media di 25,8 anni. Il lato dominante era interessato nel 53,4% dei casi. Nel 68,4% dei casi la frattura era dovuta a trauma indiretto. Dei 639 casi di fratture del terzo medio, 538 Pazienti sono stati rivisti a controllo. Il follow up medio è stato di 4,8 anni ( range sei mesi - 10 anni e sette mesi ). Dei 538 Pazienti controllati il trattamento incruento è stato adottato in 475 (88,5%). E' stato eseguito bendaggio soffice con BSO in 425 casi. Desault molle in 42 e apparecchio gessato toraco brachiale in 8. Nei restanti 63 (11,5%) si è proceduto a riduzione cruenta del focolaio di frattura. La valutazione della spalla operata si è basata sull'utilizzo dello score di Costant e sull'opinione personale del Paziente. In tutti i Pazienti è stato eseguito un Rx della spalla operata e di quella controlaterale.
Risultati. L'analisi dei risultati ha evitenziato completa guarigione e assenza di sintomi in 426 ( 87,4%) Pazienti trattati in modo conservativo, 49 lamentavano dolore saltuario e 16 presentavano una salienza ossea sottocutanea evidente. 68 18,3%) hanno presentato un ritardo di consolidazione. In Questi si è proceduto all'applicazione di campi magnetici pulsanti (200/220 V ) per un periodo medio di 45 giorni, che ha portato in tutti a guarigione del focolaio di frattura. Nei 63 pazienti operati, 58 (92%) erano completamente asintomatici; cinque (8%) riferivano dolore dopo sforzo. Sette erano isoddisfatti della cicatrice operatoria. Nessuno dei nostri 538 pazienti ha presentato pseudoartrosi del focolaio di frattura. L'analisi complessiva dei risultati dimostra che la prognosi di queste fratture deve considerarsi buona. Il trattamento incruento rappresenta il trattamento di scelta, riservando il trattamento chirurgico solo a casi selezionati.

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