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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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REVIEW  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2000 December;51(6):345-54

lingua: Italiano

La diagnostica strumentale nello studio delle fratture del calcagno

Garlaschi G., Verrina F., Orengo G., D'Avanzo S., Claudiani V., Silvestri E.


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Le fratture del calcagno, generalmente divise in intra-articolari (25%) ed extra-articolari (75%), sono per lo più correlate ad un trauma diretto. Spesso comminute con compressione dei frammenti in direzione cranio-caudale o dislocazione in senso mediale o laterale, trovano nella diagnostica per immagini un contributo spesso decisivo per un corretto inquadramento clinico. La RADIOLOGIA CONVENZIONALE consente un valido approccio diagnostico sia in fase acuta che nella valutazione degli esiti post-traumatici. La TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA acquisita «direttamente» per piani coronali e assiali o secondo ricostruzioni sagittali o 3D fornisce preziose informazioni relative al numero, alla dimensione e alla sede di ogni frammento e ai loro rapporti con l'articolazione.
La RM il cui apporto, in fase acuta, risulta meno determinante di quello fornito dalla TC per la prevalenza del segnale della componente emorragico-edematosa, presenta invece elevata sensibilità nella valutazione degli esiti post-traumatici, permettendo di apprezzare direttamente sia i tessuti molli che le strutture scheletriche e cartilaginee. L'avvento di sistemi «RM dedicati» ha consentito inoltre di estendere l'uso di questa metodica anche in funzione di un migliore rapporto costo/beneficio. Le altre tecniche di imaging (ETG e SCINTIGRAFIA) possono fornire un contributo diagnostico, limitato a casi selezionati, specie nell'analisi delle complicanze e degli esiti post-traumatici.

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