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Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2000 Ottobre;51(5):301-6

97° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (SPLLOT) - II (Alba, 22-23 settembre 2000) 

Traumatologia difficile: l'articolazione tibio-tarsica (pilone tibiale) (Diagnostica strumentale)

Sabatino C., Ferrero G., Torasso G.

Obiettivo. Un corretto inquadramento diagnostico delle fratture del pilone tibiale rappresenta un nodo cruciale ai fini del trattamento. Gli Autori si sono posti l'obiettivo di valutare l'attualità della radiologia tradizionale e delle altre metodiche attualmente disponibili, riesaminando l'«imaging» della propria casistica e analizzando la letteratura inerente a tale argomento.
Metodi. Abbiamo rivalutato criticamente le immagini di 19 casi di fratture del pilone tibiale da noi trattati dal 1994 al marzo 2000 e li abbiamo confrontati con le indicazioni tratte dai lavori degli ultimi anni.
Risultati. Nel primo approccio in P.S. è necessario eseguire almeno quattro proiezioni radiografiche: A-P, L-L, obliqua interna ed obliqua esterna. Dopo il ricovero del paziente, si completa l'iter diagnostico con la stratigrafia oppure con la TC; quest'ultima indagine risulta decisiva per una corretta classificazione della lesione ed influenza il piano preoperatorio in modo significativo. La RMN non è in grado, al contrario, di modificare in maniera sostanziale la diagnosi ed il conseguente trattamento di queste fratture soprattutto in acuto, mentre può assumere un ruolo importante nella valutazione a medio e lungo termine e nei rari casi di fratture «a fatica».
Conclusioni. Il successo del trattamento di una lesione «drammatica», come una frattura del pilone tibiale, comincia con la corretta esecuzione dei radiogrammi descritti. Posta l'indicazione chirurgica, il «planning» preoperatorio basato sulla TC consente una ragionata scelta della via d'accesso, della tecnica chirurgica più appropriata e permette di conseguenza di ridurre i tempi chirurgici, limitando anche l'utilizzo dell'amplificatore di brillanza.

lingua: Italiano


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