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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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BIOMATERIALI IN ORTOPEDIA: ASPETTATIVE E PRATICA CLINICA  96° CONGRESSO DELLA SOCIETA' PIEMONTESE-LIGURE-LOMBARDA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (SPLLOT) (Brescia, 24-25 settembre 1999)


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2000 Giugno;51(3):141-6

lingua: Italiano

Fratture di femore su protesi: 29 casi

Megaro A., Bianchini M., D'Averio D., Egidio A. C., Savarese A., Pazzaglia U. E.


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La frattura del femore su uno stelo di protesi d'anca è una evenienza di riscontro sempre più frequente nei centri di Ortopedia e Traumatologia (0,1-2,1%). Essa può essere determinata da traumi «adeguati» a produrre una fr attura, cioè ad alta energia, o da traumi a bassa energia. In questo ultimo caso è quasi sempre riconoscibile la presenza di fattori predisponenti alla frattura del femore nella sede della protesi: mobilizzazione della protesi stessa, osteolisi, grave osteopenia. Il trattamento di queste fratture rappresenta spesso un problema di non facile soluzione tecnica. La finalità del trattamento è sempre la ripresa funzionale precoce dell'arto. Vengono analizzate le problematiche poste dalla evenienza di frattura del femore in sede di protesi d'anca e i risultati di 29 casi trattati con differenti metodiche, sia chirurgiche che conservative, presso le Divisioni di Ortopedia e Traumatologia degli Spedali Civili di Brescia e dell'Ospedale di Manerbio (BS). Il trattamento conservativo è stato adottato in 2 casi, 14 casi sono stati trattati con osteosintesi (6 con cerchiaggi metallici, 3 con placca e viti, 4 con placca speciale, 1 con fissatore esterno), 13 casi con revisione della protesi utilizzando uno stelo lungo non cementato. Nella scelta del trattamento sono stati presi in considerazione non solo la morfologia della frattura, ma anche le condizioni dell'impianto protesico e le condizioni e le aspettative di vita del paziente. Nel complesso è stata ottenuta la riparazione della frattura senza complicanze in 26 casi (89,7%), con ripresa funzionale (carico totale sull'arto operato) dopo 4,8 mesi in media dal trattamento.

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