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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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NOTE DI TERAPIA  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2000 Aprile;51(2):73-8

lingua: Italiano

Confronto di tre farmaci nella profilassi antitrombotica in chirurgia ortopedica maggiore

Mandò M., Margiacchi G. P., Alioto R., Ferri L., Bernardoni F., Alberti G., Teti A., De Simone L., Bardelli M.


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Obiettivo. L'incidenza di trombosi venosa profonda (TVP) permane elevata in chirurgia generale ed il rischio aumenta nella chirurgia ortopedica protesica. La TVP e la tromboembolia polmonare (TEP) costituiscono le principali cause di morbilità e mortalità nei pazienti ospedalizzati. Noi abbiamo confrontato tre farmaci con diverso sito di azione: eparina a basso peso molecolare (LMWH), indobufene (INDO), eparansolfato a peso molecolare definito (ESPMD), per individuare il miglior medicamento che garantisca una buona prevenzione della TVP con minimo rischio emorragico intra e postoperatorio.
Metodi. 150 pazienti di età media di 64 anni, suddivisi in 3 gruppi di 50 ciascuno da sottoporre a chirurgia ortopedica per protesi di anca e ginocchio.
Gruppo Indobufene: 200 mg p.o. 48 ore preoperatoriamente.
Gruppo Eparansolfato: 40 mg p.o. 48 ore preoperatoriamente.
Gruppo LMWH: 0,4 ml s.c. 12 ore prima dell'intervento.
Il trattamento proseguiva con i dosaggi suddetti nel postoperatorio e per 30 giorni dopo la dimissione. Tutti hanno eseguito anestesia subaracnoide a controllo dei parametri ematochimici, clinici e strumentali ad intervalli fissi. Si sono valutati inoltre il sanguinamento postoperatorio, l'insorgenza di ematomi e la necessità di trasfusioni. Tutti hanno beneficiato di provvedimenti fisiochinesiterapici, alcuni dell'emodiluizione preoperatoria, quando indicata.
Risultati. Le complicanze più frequenti sono state gli ematomi e la TVP senza TEP. La maggior incidenza di esse si è verificata nei gruppi LMWH e ESPMD. In questi due gruppi si è determinata anche la più alta ricorrenza di emotrasfusioni postoperatorie. I tests emocoagulativi sono risultati invariati nei tre campioni.
Conclusioni. La prevenzione della malattia tromboembolica nella chirurgia ortopedica maggiore richiede un approccio multifattoriale che prevede l'associazione di provvedimenti reologici, fisioterapici, anestesiologici e farmacologici. Mentre sull'impiego dei primi, esiste un consenso indiscusso, sul tipo di profilassi farmacologica esistono invece punti di vista differenziati. Dei tre farmaci esaminati l'Indobufene sembra essere quello che realizza il miglior rapporto costi benefici in confronto agli altri due.

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