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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 1999 December;50(6):227-34

lingua: Italiano

La sindrome del tunnel carpale negli emodializzati cronici

Borgese S., Bolis G. U., Parrini M. M.


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Obiettivo. La sindrome del tunnel carpale secondaria a trattamento dialitico cronico è divenuta particolarmente importante nell'ultimo ventennio come espressione, a medio e lungo termine, dei trattamenti dialitici cronici i primi dei quali risalgono agli inizi degli anni '60. L'eziopatogenesi è tuttora controversa e diverse sono le ipotesi avanzate, tra le quali, le più accreditate sono: variazioni emodinamiche, edema a livello del canale del carpo, deposito di sostanza amiloide legata ai livelli sierici di ß2M, polineuropatia periferica uremica. Scopo dello studio è quello di definire, in considerazione della diversa eziologia della condizione morbosa, la validità o meno dell'intervento chirurgico «standard» anche nei soggetti dializzati.
Metodi. Tra i pazienti sottoposti a trattamento dialitico cronico presso il servizio di Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale di San Donato Milanese abbiamo selezionato i casi con anamnesi positiva per la sindrome del tunnel carpale e successivo intervento di sezione del legamento trasverso del carpo. I soggetti risultati utili allo studio sono stati 12 e di essi abbiamo ricostruito la storia clinica basandoci sull'esame della documentazione medica (cartelle cliniche, certificati, ecc.), su un attento esame obiettivo (mobilità rachide cervicale, polso, deficit di forza e di sensibilità ecc.) e, infine, su un'accurata valutazione soggettiva con specifici quesiti riguardanti il periodo pre-, peri- e postoperatorio. I dati sono stati, successivamente, confrontati con quelli presenti nella letteratura internazionale riguardanti i soggetti non in trattamento dialitico, affetti da sindrome del tunnel carpale e sottoposti al trattamento di neurolisi esterna.
Risultati. Questa valutazione comparativa ha sostanzialmente messo in evidenza che nonostante l'intervento di neurolisi esterna non risolva, in maniera definitiva e a lungo termine, il quadro clinico, esso rimane, comunque, il trattamento di prima scelta anche per i soggetti dializzati.
Conclusioni. La presenza di dolore, deficit stenici e/o inabilità sembra inquadrarsi nell'ambito di una soglia di tollerabilità definita dalla condizione di base di questi soggetti, di per sé complessa e difficile, che rende soddisfacente il risultato postoperatorio.

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