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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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Minerva Ortopedica e Traumatologica 1999 June;50(3):97-102

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La componente acetabolare Polar

Zagra L., Randelli F., Giacometti Ceroni R.


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Obiettivo. Con il presente lavoro prospettico è stata valutata clinicamente e radiograficamente una serie continua di 50 pazienti operati di protesi totale d'anca da un solo operatore, utilizzando la coppa Polar™, per verificare la validità clinica dei presupposti teorici che hanno ispirato questo impianto.
Metodi. Sono descritte le caratteristiche del disegno e le basi biomeccaniche di questa componente acetabolare.
Essa è ancorata al bacino unicamente nella regione postero-superiore dell'acetabolo, relativamente stabile, per mezzo di due perni di 6 mm di diametro che antagonizzano le forze tangenziali e rotatorie, e presenta una superficie esterna senza macrostrutturazione per evitare un vincolo con le zone dell'acetabolo che sono relativamente mobili sotto carico durante il cammino.
Risultati. Per la valutazione dei dati, sia pre- che postoperatori, sono state utilizzate le schede di documentazione DOVAC. Ad un controllo medio di 7 anni e mezzo (minimo di 6 anni e 9 mesi, massimo 8 anni) si è riscontrato un solo caso di mobilizzazione tardiva della coppa in una paziente affetta da anca di Charcot.
In 49 impianti non si sono evidenziati segni clinici né radiografici di migrazione della componente acetabolare.
Particolare attenzione è stata posta nella valutazione delle linee di radiolucenza.
Conclusioni. Il tempo dei controlli non è tale da consentire conclusioni a lungo termine, ma i risultati finora riscontrati confermano la validità dei presupposti teorici di partenza e permettono di considerare questa coppa come una valida soluzione per la protesizzazione acetabolare.

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