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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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NOTE DI TECNICA  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 1999 Aprile;50(2):63-8

lingua: Italiano

Lembo dorsocubitabile di Becker nella chirurgia della mano

Galli S., Vigasio A., Simonini G., Pazzaglia U. E.


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Obiettivo. Scopo di questo lavoro è di presentare la nostra esperienza operatoria nell'uso del lembo dorsocubitale di Becker in chirurgia d'urgenza e di elezione della mano.
Metodi. Abbiamo eseguito uno studio retrospettivo con un follow-up medio di 21,5 mesi. Dal 1993 ad oggi abbiamo utilizzato questo lembo, il cui peduncolo vascolare origina dalla branca dorsale ascendente dell'arteria ulnare, in 12 pazienti, con le seguenti indicazioni: perdita di sostanza ipotenare in 2 casi, palmare in 1 caso, al dorso del primo raggio in 3 casi retrazione della prima commissura in 2 casi, recidiva di sindrome del tunnel carpale in 4 casi.
Le tecniche di allestimento del lembo sono diverse: a penisola, fascio-adiposo, libero, ad isola peduncolato. Noi abbiamo a volte modificato quest'ultimo, lasciando il peduncolo vascolare sovracutaneo ed esposto. Ciò permette di giungere in sedi di copertura un poco più distali, senza rischiare la necrosi del lembo stesso, con un'eccessiva tensione e/o compressione del peduncolo.
Abbiamo valutato la modalità di guarigione e le possibili complicanze precoci o tardive del lembo.
Risultati. In 7 degli 8 casi di copertura cutanea abbiamo ottenuto risultati eccellenti. Nei 4 casi di procedura di salvataggio per recidiva di sindrome del tunnel carpale abbiamo ottenuto sempre un significativo miglioramento clinico.
Conclusioni. Questo lembo ha il vantaggio di non interrompere l'asse arterioso principale antibrachiale, è di facile e rapida esecuzione e garantisce un'ottima copertura cutanea. Inoltre, con la nostra modifica, si possono leggermente ampliare le sue indicazioni originali.

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