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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 1999 February;50(1):19-24

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La nostra esperienza nel trattamento delle protesi d’anca infette

D’Angelo F., Castelli C. C., Grassi F. A., Borromeo U. M., Cherubino P.


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Obiettivo. Una delle più temibili complicanze nell'ambito della chirurgia protesica è senza dubbio quella infettiva. Temibile sia ai fini della riuscita dell'impianto, che ai fini di un più prolungato periodo di inabilità del paziente e dei costi sanitari ad essa correlati. In questo lavoro gli Autori riportano i risultati ottenuti in 16 casi di infezioni successive ad interventi di protesizzazione dell'anca sia primari che di revisione.
Metodi. La terapia è consistita in una semplice toilette chirurgica o in un intervento di riprotesizzazione in due tempi o in un intervento di resezione-artroplastica sec. Girdlestone. La scelta è stata condotta in base al tipo di infezione e dal patogeno coinvolto, all'estensione del processo ed infine alle condizioni generali e dalle aspettative di vita del paziente.
Risultati. L'efficacia del trattamento è stata valutata sulla base della normalizzazione di parametri come VES e PCR e sull'assenza di segni radiografici suggestivi di sepsi periprotesica, alla sospensione del trattamento antibiotico ed ai controlli periodici per un follow-up medio di 30 mesi (minimo 12 mesi, massimo 48 mesi) con buone percentuali di successo.
Conclusioni. Una infezione precoce e superficiale può essere trattata con successo con una semplice toilette chirurgica, mentre la comparsa tardiva e l'interessamento profondo possono richiedere procedure invasive come una riprotesizzazione in uno o due tempi o un intervento di resezione artroplastica secondo Girdlestone.

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