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Minerva Oftalmologica 2015 June-December;57(2-4):17-22

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lingua: Italiano

Il trattamento delle infezioni batteriche dell'occhio: non tutte le AAS sono uguali

Marangolo L., Verrecchia V., D’Andrea D.

Unità Operativa Chirurgia Vitreoretinica, Banca degli Occhi dell’Aquila, L’Aquila, Italia


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Gli antibiotici sono farmaci preziosi ed il prescrittore deve sempre preoccuparsi di preservarne l’efficacia nel tempo. Non tutte le infezioni batteriche necessitano di una terapia antibiotica. La scelta dell’antibiotico è abitualmente empirica ovvero basata sulla conoscenza dei microrganismi più comuni coinvolti nelle infezioni dell’occhio, senza ricorrere ad un antibiogramma. In quest’ottica nelle infezioni della superficie oculare occorre privilegiare antibiotici attivi sui batteri Gram+ nell’adulto, e su l’Haemophilus e lo Streptococcus nel bambino. Non si può trascurare il fatto che lo spettro di attività degli antibiotici si modifica nel corso del tempo a causa dello sviluppo di resistenze batteriche. Nel 2009 l’agenzia europea dei medicinali (EMA) ed il centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC) hanno sottolineato che la resistenza agli antibiotici dei batteri responsabili di infezioni severe ha superato il 25% in molti stati europei e 25.000 decessi ogni anno in Europa sono causati da infezioni sostenute da germi multiresistenti. Negli ultimi decenni in oftalmologia, i fluorochinoloni sono stati largamente usati anche per la profilassi delle infezioni, determinando un forte aumento delle resistenze batteriche, pur rappresentando una classe terapeutica di riserva per patogeni impegnativi ma poco comuni. L’impiego razionale degli antibioti si basa su poche semplici raccomandazioni: evitare l’uso eccessivo ed inappropriato, adottare dei criteri di antibioticoterapia probabilistica, limitare l’uso routinario di antibiotici molto attivi su germi difficili.

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