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Minerva Oftalmologica 2014 Marzo;56(1):9-20

lingua: Italiano

Terapie farmacologiche sistemiche e glaucoma primario ad angolo chiuso: nostra esperienza e revisione della letteratura

Monteu F., Actis A. G., Buschini E., Rolle T.

Department of Clinical Physiopathology Ophthalmic Section University of Turin, Eye Clinic


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OBIETTIVO: Scopo di questo studio retrospettivo osservazionale è stato quello di descrivere le caratteristiche di un campione di popolazione affetto da glaucoma primario ad angolo chiuso (PACG) e di valutare l’associazione con terapie farmacologiche sistemiche concomitanti con possibile ruolo scatenante.
METODI: Sono stati inclusi 83 pazienti, trattati presso la nostra Clinica dal 2005 al 2012. Sono state valutate le principali caratteristiche epidemiologiche e cliniche dei pazienti trattati e quindi quelle della popolazione residente nell’area afferente alla Clinica dalla quale provenivano i casi osservati, valutando età, sesso, razza, patologie oculari e generali con relative terapie ed in particolare la frequenza relativa di prescrizione di farmaci con effetto agonista adrenergico, adrenergico non catecolaminico, colinergico, anticolinergico, con effetto anticolinergico come effetto collaterale, sulfonamidi. Abbiamo quindi ricavato media, moda, mediana e deviazione standard per ogni parametro caratterizzante le due popolazioni, valutato l’omogeneità fra di esse e confrontato l’uso delle principali categorie farmacologiche implicate utilizzando l’odds ratio.
RISULTATI: Dai risultati emersi risulta un rapporto di associazione statisticamente significativo fra lo scatenamento dell’attacco di glaucoma acuto ad angolo chiuso ed i seguenti farmaci: antidepressivi (OR 1,93), antipsicotici (OR 1,38), antiH2 (OR 21), beta2 agonisti (OR 93,35), tiazidici (OR 19,84), sulfamidici (OR 35,13), antiparkinson (OR 2,73).
CONCLUSIONI: Questo studio conferma l’esistenza di un rapporto diretto di associazione fra particolari categorie farmacologiche e lo sviluppo del PACG. Il problema principale rimane quello di riconoscere gli occhi a rischio in pazienti con angolo irido-corneale stretto prima di prescrivere farmaci sistemici, di uso comune in molteplici specialità.

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