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MINERVA OFTALMOLOGICA

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CASI CLINICI  


Minerva Oftalmologica 2012 Giugno;54(2):75-9

lingua: Inglese

Sindrome irido-corneale endoteliale: diagnosi differenziale

Mazzotta C., Franceschini R., Baiocchi S., Colucci B., Caporossi A.

Ophthalmic Operative Complex Unit, Department of Ophthalmology, Siena University, Siena, Italy


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L’atrofia essenziale dell’iride rappresenta una espressione clinica della sindrome irido-corneale endoteliale (irido-corneal endothelial syndrome, ICE-S). Sebbene vi siano aspetti biomicroscopici caratteristici, la diagnosi differenziale della malattia a livello endoteliale non sempre è sufficientemente accurata durante il classico esame biomicroscopico. Il caso clinico in esame riguarda un paziente di 62 anni, di sesso maschile affetto da atrofia essenziale dell’iride, in cui la microscopia confocale in vivo ha consentito di effettuare una precisa diagnosi differenziale qualitativa delle alterazioni endoteliali rispetto ad altre malattie distrofiche dell’endotelio corneale quali: la distrofia endoteliale polimorfa posteriore, la cornea guttata e la distrofia endoteliale di Fuchs le quali, nonostante alcuni aspetti sovrapponibili sul piano clinico, hanno prognosi e strategie terapeutiche molto diverse. Sebbene la ICE-Sindrome sia unilaterale e non familiare nella maggior parte dei casi, la bilateralità delle alterazioni endoteliali è possibile entrando in diagnosi differenziale con alcune importanti distrofie endoteliali. In relazione alla potenzialità evolutiva della patologia endoteliale correlata verso il glaucoma e lo scompenso corneale, la diagnosi precoce e soprattutto l’analisi differenziale della endoteliopatia mediante indagini ad alta risoluzione come la microscopia confocale in vivo e l’OCT del segmento anteriore, consente di monitorare la malattia in modo più attendibile e di adottare le opportune strategie terapeutiche. In questo caso, nonostante una obiettività clinica negativa per la presenza di edema corneale, l’analisi confocale ha permesso di rivelare la presenza di edema sub-clinico e di analizzare la morfologia endoteliale, spiegando le fluttuazioni visive, consentendo di adottare la relativa terapia e di stabilire una adeguato timing valutativo prognostico.

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