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MINERVA OFTALMOLOGICA

Rivista di Oftalmologia


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CASI CLINICI  


Minerva Oftalmologica 2010 June;52(2):93-100

lingua: Inglese, Italiano

Ruolo dell’ecografia standardizzata nella diagnosi delle endoftalmiti

Breve M. A., D’Amico G., Rossi C., Caiazzo A., Piedepalumbo M.

Dipartimento Assistenziale di Oftalmologia, Università degli Studi di Napoli, Federico II, Napoli, Italia


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Le endoftalmiti sono infezioni del bulbo oculare che si manifestano con arrossamento del bulbo oculare, dolore, calo del visus, ipopion e talvolta secrezione muco purulenta. Possono essere endogene ovvero conseguenza di una disseminazione ematica del germe patogeno, o più, frequentemente esogene ed in particolar modo postchirurgiche o da trauma bulbare. L’esame oftalmoscopico nelle endoftalmiti può risultare impraticabile per la presenza di una imponente essudazione in camera anteriore, un Tyndall fortemente positivo, un umor acqueo gelatinoso o per una eccessiva essudazione fibrinosa in camera anteriore, e presenza di aderenze irido-lenticolari . L’esame ecografico in A-B scan permette di valutare il coinvolgimento del corpo vitreo, lo stato della retina, l’eventuale presenza di emovitreo, la presenza o assenza di corpi estranei endobulbari e di seguirne l’andamento nel tempo a prescindere dalle condizioni di esplorabilità del fondo oculare. In quest’ultimo caso l’ecografia A-Scan standardizzata a livelli di amplificazione del segnale ecografico standard (T) e a valori aumentati (T+9db) valuterà il grado di infiltrazione cellulare del corpo vitreo codificando in tal modo l’intensità e lo stadio della malattia. L’ecografia standardizzata consente inoltre di valutare inoltre la regione maculare ed il nervo ottico evidenziando un eventuale interessamento di dette strutture da parte del processo infiammatorio. Attraverso la presentazione di 2 casi clinici intendiamo sottolineare l’importanza dell’ecografia standardizzata nelle endoftalmiti.

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