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Minerva Oftalmologica 2010 June;52(2):65-76

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Cross-Linking del collagene corneale senza disepitelizzazione

Filippello M., Stagni E.

Casa di Cura Di Stefano Velona, Catania, Italy


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Obiettivo. Obiettivo del presente lavor è stato quello di studiare l’efficacia del Cross Linking Trans Epiteliale in pazienti con cheratocono evolutivo.
Metodi. Sono stati arruolati pazienti con storia documentata di cheratocono evolutivo; è stato trattato l’occhio peggiore, mentre l’occhio adelfo è stato utilizzato come controllo. L’intervento di Cross-linking transepiteliale (CXL TE) è stato effettuato attraverso 6 steps di irraggiamento mediante sorgente laser CBM X-linker VEGA® e instillazione di Ricrolin TE® (Riboflavina 0.1%, destrano T500 ed enhancer per aumentare il passaggio del composto attraverso l’epitelio corneale) ogni 5 minuti, previa due ore di imbibizione con Ricrolin TE dell’occhio da trattare.
Risultati. Nel gruppo trattato con CXL TE, si è evidenziato un miglioramento progressivo dei valori topografici ed aberrometrici senza haze ne altri effetti collaterali. Viceversa, nel gruppo di controllo si è evidenziato un peggioramento di tutti gli indici.
Conclusioni. Il CXL Trans Epiteliale si è dimostrato pienamente efficace nel rallentare l’evoluzione del cheratocono, migliorando in modo statisticamente significativo l’evoluzione della malattia. Grazie al trattamento trans epiteliale e all’assenza di effetti collaterali, il CXL TE permette il trattamento di cheratoconi con spessore corneale inferiore a 400 micron, pazienti sotto i 12 anni e ”complicati” (es. Trisomia 21), soggetti con più di 35 anni o con un K medio superiore a 55. A differenza del CXL tradizionale, grazie alla conservazione dell’epitelio, il CXL TE garantisce una miglior compliance del paziente con assenza di dolore post-trattamento e senza peggioramento del visus ne haze post operatorio. In conclusione il CXL TE è un nuovo tipo di trattamento che agisce sul terzo anteriore della cornea e che grazie all’assenza di effetti collaterali e alla facilità di esecuzione si affianca al trattamento di CXL tradizionale che, viceversa, agisce nel terzo posteriore della cornea.

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