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Minerva Oftalmologica 2009 June;51(2):49-58

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Risultati del trattamento della caduta del cristallino e dei suoi frammenti dopo facoemulsificazione

Qureshi W. 1, Haider S. A. 2, Ahmed F. 3

1 MRCOPHTH(UK) PGR Ophthalmology Department Lahore General Hospital, Lahore, Pakistan
2 FRCS(UK) Department of Ophthalmology Lahore General Hospital, Lahore, Pakistan
3 PGR Ophthalmology Lahore General Hospital, Lahore, Pakistan


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Obiettivo. Valutare il trattamento chirurgico e i risultati in termini di capacità visive dei frammenti del cristallino ritenuti in sede intravitreale dopo intervento chirurgico di facoemulsificazione. É stata, inoltre, valutata l’incidenza dell’edema maculare cistoide, del distacco di retina, dell’emorragia sopracoroidea e e di qualsiasi altra complicanza in pazienti sottoposti ad intervento chirurgico oculistico di vitrectomia via pars plana per frammenti di cristallini intravitreali ritenuti. Questo studio è stato condotto presso il Dipartimento di Oftalmologia, Lahore General Hospital, Lahore.
Metodi. È stato condotto uno studio descrittivo prospettico di pazienti portatori di frammenti di cristallino intravitreali ritenuti dopo intervento chirurgico di facoemulsificazione. Sono state condotte vitrectomie via pars plana a tre porte per frammenti di cristallino intra-vitreali ritenuti. É stata rilevata l’incidenza dell’edema maculare cistoide, del distacco di retina, dell’emorragia sopracoroidea e di qualsiasi altra complicanza in pazienti sottoposti ad intervento chirurgico oculistico di vitrectomia via pars plana per frammenti di cristallini intra-vitreali ritenuti; sono stati inclusi 15 occhi che presentavano frammenti di cristallino dopo intervento chirurgico di facoemulsificazione.
Risultati. L’afachia era presente in 10 (66,75%) pazienti, mentre 5 (33,35%) pazienti erano pseudofachici. Un’aumentata pressione intra-oculare è stata rilevata in 11 (73,4%) pazienti, l’edema corneale in 7 (46,7%), un’uveite in 6 (40%) pazienti. Due (13,4%) pazienti presentavano un distacco di retina. Il range dell’acuità visita era compreso tra la percezione e la proiezione della luce fino all’abilità di contare le dita a breve distanza in 9 (60%), 2/60-6/60 in 5 (33,4%), 6/24 in 1 (6,64%) occhi, preoperatoriamente. Dopo la vitrectomia, il range dell’acuità visiva era compreso tra 6/9 e 6/18 in 9 (60%) e 6/24-6/60 in 6 (40%) pazienti; il confronto con i dati dell’acuità visiva preoperatoria evidenziava differenze altamente statisticamente significative (P<0,001). La pressione intraoculare era aumentata in solo 2 (13,3%) pazienti, mentre non si è verificato alcun caso di distacco di retina. L’edema maculare cistoide è stato diagnosticato in solo 2 (13,4%) pazienti, mentre non sono stati osservati in nessun paziente casi di significativa infiammazione oculare.
Conclusioni. I pazienti che erano portatori di frammenti caduti di cristallino in sede intravitreale presentavano un aumentata pressione intraoculare, una ridotta acuità visiva, uveite e distacco di retina. In tali pazienti, la combinazione della vitrectomia via pars plana con l’impianto secondario di lente intraoculare ha ridotto il rischio di complicanze postoperatorie, tra cui il glaucoma secondario, l’uveite, e ha consentito una miglior ripresa dell’acuità visiva.

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