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CASI CLINICI  


Minerva Oftalmologica 2007 September;49(3):131-5

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Tumore fibroso solitario dell’orbita. Un caso clinico

Fontana S. 1, Ghilardi R. 1, Amaddeo P. 1, Barbaglio A. 1, Faldi F. 1, Pericotti S. 2

1 Unit of Maxillofacial Surgery Ospedali Riuniti, Bergamo, Italy 2 Unit of Anatomical Pathology Ospedali Riuniti di Bergamo, Italy


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Il tumore fibroso solitario (TFS) è un raro tumore, di origine mesenchimale, che più frequentemente interessa la pleura, ma può presentarsi in qualsiasi organo che presenti un rivestimento mesoteliale come, ad esempio, il pericardio e il mediastino. Nel nostro lavoro viene presentata una localizzazione orbitale; l’orbita è sede di riscontro abbastanza rara, infatti, attualmente in letteratura sono riportati solo una cinquantina di casi clinici che la interessano. Giungeva alla nostra attenzione un paziente di sesso maschile di 59 anni di età affetto da ritardo mentale che presentava distopia del bulbo oculare sinistro con iperemia, mentre all’esame obiettivo, per quanto possibile, riferiva diplopia. Agli esami strumentali radiologici si evidenziava neoformazione orbitaria extraconica dislocante il muscolo retto mediale verso l’esterno. Presso la nostra Unità si procedeva ad exeresi della neoformazione, la quale appariva di colore grigiastro con una pseudocapsula fibrotica attorno. L’esame istologico era di tumore fibroso solitario dell’orbita; per avvalersi di un esame il più accurato possibile si è anche ricorso a tecniche immunoistochimiche come, per esempio, la ricerca di positività CD 34. Le recidive di questo tumore sono relativamente infrequenti essendo privo di una capsula vera e propria, per tale motivo l’exeresi deve essere la più radicale possibile; d’altro canto una sola degenerazione maligna è stata documentata in letteratura. Per prevenire sia le recidive quanto la degenerazione è indispensabile, a nostro avviso, un attento e scrupoloso follow-up negli anni.

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