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MINERVA OFTALMOLOGICA

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Minerva Oftalmologica 2006 September-December;48(3/4):67-82

lingua: Italiano

Le congiuntiviti allergiche: dalla patogenesi alla terapia

Leonardi A., Bortolotti M., DeDominicis C., Massignan F., Motterle L., Fregona I. A., Secchi A. G.

Dipartimento di Neuroscienze U.O.A. di Clinica Oculistica Università di Padova, Padova


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La diagnosi di congiuntivite allergica è normalmente clinica. L’esecuzione di test allergologici consente un inquadramento più preciso del paziente, una dignosi differenziale corretta, e un indirizzo terapeutico appropriato. Mentre le forme croniche gravi di allergia oculare presentano dei segni clinici tipici, le forme più comuni, la congiuntivite allergica stagionale e perenne, non si manifestano con segni patognomonici. I test cutanei ed il dosaggio delle IgE specifiche sierche sono il più delle volte sufficienti per la conferma del sospetto diagnostico anche se non sono rari i casi in cui tali test risultano negativi pur in presenza di una sintomatologia congiuntivale suggestiva. Soprattutto in questi casi si possono eseguire dei test di provocazione congiuntivale ed il dosaggio di marcatori e mediatori a livello lacrimale. In fase attiva, è utile eseguire un test citologico per il riscontro di eosinofili nel secreto lacrimale, la cui presenza è altamente significativa di forma allergica. Il basso volume lacrimale prelevato limita notevolmente la diagnostica locale in vitro suggerendo la ricerca di nuove metodiche di dosaggio. Essendo mediate da un meccanismo IgE-mediato, la prima scelta terapeutica si basa sull’utilizzo di farmaci a doppia azione, inibitori della degranualzione dei mastociti e anti-H1. In caso di infiammazioni persistenti che coinvolgono l’attivazione più radicata di cellule infiammatorie e congiuntivali, si ricorre a brevi cicli di steroidi. La ciclosporia A rappresenta una ulteriore scelta terapeutica nelle forme gravi e corticoresistenti di congiuntivite primaverile e atopica.

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